Urgente il passaggio a Ipv6: Internet a doppia velocità in vista

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La fine dei numeri Ip non è più prevista in primavera, bensì anticipata a febbraio. Quali rischi corre la Rete così come la conosciamo? Le ipotesi degli esperti

La chiamano l’ “apocalisse di Internet” o IPcalypse. Si tratta dell’esaurimento degli indirizzi Ip: significa che sta per finire la serie di numeri che identificano in modo univoco un computer connesso a Internet. Tutto ciò è successo perché n dieci anni si è passati da 250 milioni a due miliardi di utenti connessi a Internet.Da un momento all’altro verrà richiesto da qualche Registry l’ultimo pacchettone disponibile di 33 milioni di indirizzi, dopo il quale IANA entra in riserva ed è costretta dalla sua policy a dare uno degli ultimi 5 pacchetti di reti /8 ad ognuna delle 5 agenzie macroregionali mondiali” scrive The Inquirer. Sono anni che ITespresso.it (anche prima quando si chiamava VNUnet.it) ripetono che il passaggio da IPv4 a a Ipv6 è urgente. Ma ora sembra che non ci sia proprio più tempo: sarebbero proprio agli sgoccioli i pool di indirizzi IP di IANA.

Quali rischi corre la Rete così come la conosciamo? Ce lo spiega sempre The Inquirer dicendo che, con la scusa della fine dei numei Ip, in Europa si pongono le basi per differenziare gli accessi alla rete. “Se il passaggio a IPv6 non si compie decentemente e globalmente entro quest’anno, dunque, è lecito attendersi che – non potendo frenare né l’espansione né le tranches della rete già pronte per IPv6 – avremo per la prima volta aree di Internet che non si parlano fra loro, non sussistendo più la condivisione del protocollo“.

La frammentazione in due tronconi porterebbe: una parte (capace di IPv6 e IPv4), quella più “ricca” tecnologicamente rispetto all’altra; e un’altra parte meno avanzata (solo IPv4). Ciò significa che potrebbe essere la scusa finale per dare il via alla famigerata Internet 2: “in Europa i carriers (soprattutto mobili) pensano da tempo a differenziare gli accessi fra VIP e Consumers.”Ci si potrebbe allora trovare di fronte a una rete superveloce ed efficiente su cui troviamo i content providers più ricchi che pagano di più e più velocemente i carriers separata da un’altra rete su cui viaggiano le start-up, i progetti free eccetera”.

Le prove generali dello switch-off a Ipv6 erano previste il prossimo 8 giugno, ma l’accelerazione degli allarmi fa temere altri possibili scenari all’orizzonti, come quello di una Internet a doppia velocità.

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Autore: ITespresso
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