Va al galoppo la spesa italiana in sicurezza It

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Security Conference di Idc fa il punto sulla sicurezza e registra nel mercato italiano un incremento del 70,2% in 3 anni, a ritmo superiore della media mondiale

Conclusa l’edizione 2006 della Security Conference con quasi 800 iscritti. L’evento annuale è stato organizzato da Idc e dedicato all’analisi della sicurezza da un punto di vista aziendale, sociale e privato. I lavori si sono aperti con la presentazione dei risultati della ricerca condotta negli ultimi mesi del 2005 sullo stato del mercato della sicurezza It in Italia, gli scenari emergenti e l’evoluzione della domanda e dell’offerta, attraverso una visione integrata dei fattori di business e normativi che stanno influenzando le scelte e gli investimenti delle aziende in tecnologie per la sicurezza. I risultati dell’indagine confermano la centralità della tematica, che è ancora al primo posto tra le priorità di spesa delle organizzazioni nell’area It. Secondo la ricerca Idc il mercato italiano della sicurezza It passerà da un valore di 602,6 milioni di euro nel 2004 a 1.026,1 nel 2007, con un incremento del 70,2% in questo lasso di tempo, decisamente superiore rispetto alla crescita del mercato It nel suo complesso nello stesso periodo (+4,5%). E’ interessante fare un raffronto tra la situazione italiana e quella mondiale. “Il settore della sicurezza cresce. Le previsioni tendenziali nel mondo per il 2007 rispetto al 2004 dicono che il settore dell’hardware passa da 5,2 miliardi di dollari a 8,7. Quello del Software da 10 a 15,5 miliardi e quello dei servizi addirittura da 12,2 a 20,5″, ha dichiarato Christiansen. Il tasso di crescita del mercato mondiale della sicurezza tra il 2004 e il 2007 si attesta intorno al 63,1% e come per l’Italia risulta fortemente superiore all’incremento della spesa IT nello stesso periodo (+18,2%). Il dato più interessante è quindi che, a fronte di una crescita del mercato It nel suo complesso minore dell’Italia verso il mondo,la spesa in It security nel nostro paese cresce in questi 3 anni di più rispetto alla media mondiale“. La spesa in It security in Italia si indirizza principalmente verso l ‘adozione o l’aggiornamento delle soluzioni più tradizionali quali firewall, antivirus ed antispam, sottraendo risorse a soluzioni a maggior valore aggiunto, quali risk analysis e disaster recovery, due opportunità ancora poco sfruttate dalle aziende. La ricerca evidenzia il progressivo adeguamento dell’offerta di servizi professionali e di continuità alle esigenze del mercato e l’evoluzione della spesa in sicurezza, soggetta sempre più a piani a medio termine, condivisi dal management e non solo dal responsabile It o della sicurezza, per evitare il rischio di creare sistemi di difesa non efficaci rispetto alle somme investite. “Le principali minacce per i dati non vengono dall’esterno ma dall’interno, per colpa di dipendenti infedeli, o più semplicemente sbadati”, ha commentato Ian Angell (Professor of Information Systems, Member of the Advisory Board, London School of Economics e uno dei massimi esperti mondiali sul tema del security management ). “Si parla molto degli hacker, ma alla fine questi rappresentano il problema minore. È facile notare come l’esigenza di sicurezza cresce con l’aumentare della complessità. La globalizzazione ha peggiorato il problema dello spionaggio industriale o della contraffazione; l’innovazione tecnologica, con la crescente diffusione dell’utilizzo di servizi e applicazioni online e l’evoluzione dei servizi wireless, rende sempre più critica la protezione dei dat i; per non parlare del terrorismo o dei fenomeni naturali quali inondazioni, terremoti e uragani. Affrontare le sfide poste dalla sicurezza è indispensabile per le aziende non solo per mantenere un vantaggio competitivo ma anche per sopravvivere”. La sicurezza è infine un fenomeno che va al di là dell’aspetto prettamente tecnologico. Nel corso della sessione finale sono state analizzate le principali minacce provenienti dal mondo geopolitico, caratterizzato da tensioni religiose e dalla proliferazione nucleare. È emersa la mancanza di un approccio unitario del mondo occidentale rispetto alle sfide mondiali e il delinearsi di un nuovo conflitto ideologico, che vede la contrapposizione tra la democrazia liberale e la real politik. Particolare attenzione è stata inoltre dedicata al ruolo di Internet rispetto al fenomeno del terrorism o, centrale per Margelletti e per Leonard e secondario rispetto a dinamiche politiche e culturali per Luttwak.

Autore: ITespresso
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