Vaciago: Germania sopra i valori economici del 2007, Italia profondamente sotto

AziendeMarketingMercati e Finanza

Durante Banking Summit 20011, Giacomo Vaciago, economista, ha sottolineato come la Germania, rispetto all’Italia abbia superato i valori economici del 2007 mentre l’Italia vi è profondamente sotto. Da più parti si chiedono politiche di sostegno alla crescita

“Sono almeno tre anni che la produzione industriale in Italia non cresce. Oggi siamo di fronte a una situazione di stallo. La crisi è gravissima considerato che la Germania ha già superato i valori di produttività del 2007 mentre l’Italia è profondamente lontana. Non capisco perché questi dati siano ben noti in Europa mentre in Italia non se ne veda mai l’ombra”.  Tuona così Giacomo Vaciago, professore ordinario di politica economica ed economia monetaria all’Università Cattolica di Milano, intervenuto al Banking Summit 2011 organizzato da The Innovation Group.

Il summit è stato l’occasione per realizzare un collage, a tinte fosche, sulla situazione economica in cui versa il paese e l’Eurozona. Vaciago, moderatore della tavola rotonda “La visione dei banchieri: banche innovative al servizio dei clienti e della crescita del paese”, non ha esitato ad apostrofare la crisi economica, iniziata nell’agosto 2007, come  “gravissima” e le banche.

Le banche sono la cosa più nazionale che abbiamo dopo il governo”, spiega. “Il futuro dell’Italia segue di pari passo il futuro del governo e quello delle banche. Abbiamo un ritardo cronico, soprattutto in ambito di best technology. La produttività crescerebbe se solo fossimo un po’ più tecnologici”. Questo quanto sostenuto da Vaciago, ma altri relatori hanno espresso preoccupazione, sia per la crescente fame di liquidità che non c’è o resta ancorata nelle banche, sia per i tagli sulle previsioni di crescita.

“La liquidità che il sistema ha immesso nel sistema bancario resta parcheggiata lì, nelle banche dell’Eurozona”, spiega Maria Pierdicchi, managing director e responsabile per il sud Europa Stardard & Poor’s. “L’Inghilterra ha potuto svalutare la sterlina e ampliare il gap con l’inflazione che è salita al 4% attraverso poi una politica espansiva orientata proprio dal governo. In Italia, le previsioni di crescita sono state tagliate. Da un iniziale crescita dell’1% del 2012 ora parliamo di uno 0,7 o 0,8%, contro un +3% della Germania e una media europea dell’1,7%. Perché abbiamo tagliato il rating? – afferma Pierdicchi – per due ragioni: la minore crescita attesa, allentata anche da un debito pubblico consistente e , in secondo luogo, un rischio politico dato dal fatto che la coalizione di governo è debole e non si vedono all’orizzonte riforme strutturali che facciano percepire un progetto di crescita”, conclude Pierdicchi.

Clicca per leggere la biografia dell'autore  Clicca per nascondere la biografia dell'autore