Venturi (Hpe): entro il 2020 nuovi business model faranno il 30% delle revenue

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Il progresso delle tecnologie digitali influenza il mondo del lavoro e l’impatto sarà sia nell’ambito dei lavori manuali sia in quelli a contenuto più intellettuale. Stefano Venturi, Corporate VP e Amministratore Delegato di Hpe in Italia cita un recente studio del World economic forum per spiegare questa evoluzione

Se la banca saprà affrontare la sfida innovando la propria cultura e organizzazione, le competenze delle proprie persone, aprendosi a soluzioni tecnologiche, quali l’Open system, la Cybersecurity, i sistemi Hybrid Cloud, i sistemi Bimodali Fluidi, i software di Big Data Analytics, le piattaforme per l’Internet of Things e le soluzioni di mobility, potrà ancora portare un contributo fondamentale alla crescita del nostro Paese. E’ questo il punto di vista di Stefano Venturi, Corporate VP e Amministratore Delegato di Hewlett Packard Enterprise (Hpe) in Italia.

“La banca ha oggi la necessità di evolvere insieme al proprio cliente digitale per rimanere competitiva nei confronti dei nuovi attori digitali che, grazie alle potenzialità delle nuove tecnologie, sono in grado di offrire in tempi brevi proposte di elevate qualità a costi ridotti. Viviamo in un mercato fluido, in cui la chiave del successo è il time-to-market, che va affrontato con una proposta flessibile e adattiva in tutte le sue componenti”, ha spiegato.

La rapida crescita del tasso di digitalizzazione dell’intera società e gli stili di vita degli italiani, impone un diverso approccio da parte delle Banche nella comprensione istantanea delle esigenze dei clienti. Clienti che, come emerge dal The Connected Banking Report 2016 realizzato per Hewlett Packard Enterprise da The European House – Ambrosetti, sono sempre più difficili da fidelizzare, in un momento in cui il settore registra tra i più bassi livelli di fiducia da parte del consumatore (40%). il sistema bancario comunque non è rimasto immune da questa rivoluzione digitale e, anche a livello italiano, sta attraversando un periodo di trasformazione che non ha precedenti.

Stefano Venturi, Corporate VP e Amministratore Delegato Hewlett Packard Enterprise in Italia
Stefano Venturi, Corporate VP e Amministratore Delegato Hewlett Packard Enterprise in Italia

Ciononostante – secondo Venturi – si conferma elemento fondamentale per il rilancio e lo sviluppo dell’economia, dal cui grado di efficienza dipende il progresso del sistema Paese. Il progresso delle tecnologie digitali, in particolare nel campo della robotica e dell’intelligenza artificiale – continua – sta influenzando profondamente il mondo del lavoro. Per la prima volta l’impatto non sarà solo nell’ambito dei lavori manuali, ma potenzialmente anche in quelli a contenuto più intellettuale. Tutto ciò sta avvenendo molto velocemente sotto la spinta delle innovazioni tecnologiche che stanno rivoluzionando i modelli di business e di consumo. Basti pensare che, secondo un recente studio del World economic forum (WEF), entro il 2020 il 30% delle revenue sarà prodotto da nuovi business model”.

Per continuare a competere e avere successo in questo scenario, Venturi dà la sua ricetta: “Serve un cambio di mentalità degli imprenditori e dei manager che devono superare la resistenza al cambiamento, portando innovazione nelle loro aziende, sia realizzando percorsi di Open Innovation con le rispettive filiere e le startup, sia soprattutto investendo maggiormente nella formazione e riqualifica dei loro dipendenti, destinati a rimanere l’asset fondamentale delle aziende. Anche i governi, se vogliono mantenere o rilanciare la competitività dei propri Paesi, dovranno attivarsi con politiche mirate a garantire rapidamente l’aggiornamento delle competenze digitali di coloro che altrimenti rischiano di rimanere esclusi dalla nuova rivoluzione industriale. Non saranno però solo le organizzazioni a doversi adattare al cambiamento, in primo luogo le persone. Il cambiamento imposto dall’evoluzione tecnologica – continua – è esponenziale e procede a ritmi mai visti prima, è quindi estremamente complicato prevedere quali competenze saranno necessarie nel lungo periodo. Soft skill come flessibilità, disponibilità e apertura al cambiamento diverranno sempre più importanti per affrontare il nuovo scenario competitivo. Chi saprà adattarsi, rinnovando continuamente le proprie competenze, riuscirà a sfruttare le opportunità generate da questa rivoluzione”.

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