Verginità in vendita e depressione al tempo del Web

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La Rete è sempre più connessa con la vita reale delle persone: in Nuova Zelanda una ragazza illibata mette in vendita la verginità. Invece scienziati britannici studiano la relazione tra depressione e Internet

Molti utenti e lavoratori trascorrono più tempo online che in famiglia o con gli amici in real life. Internet è sempre più interconnesso e intrecciato con la vita reale delle persone.

Non stupisce dunque leggere ogni giorno notizie stravaganti: ieri ha catalizzato l’attenzione dei media il fatto che in Nuova Zelanda una ragazza illibata, per pagarsi gli studi, abbia messo in vendita la verginità (il prezzo della prima volta? 32mila dollari).

Intanto scienziati britannici della Leeds University studiano la correlazione tra depressione e Internet: un fil rouge c’è, ma non è chiaro se sia Internet a provocare la depressione o se le persone depresse siano più propense a navigare in Rete. Dallo studio condotto su 1.319 cittadini britannici è emerso che l’1,2% era “dipendente da Internet”.

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