Verizon cerca uno sconto miliardario nell’acquisizione di Yahoo!

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Twitter e Yahoo!, due acquisizioni in bilico
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Ora scende in campo Verizon che sta pagando 4.8 miliardi di dollari per aggiudicarsi gli asset online di Yahoo!. Dopo gli scandali sulla sicurezza, il colosso della telefonia mobile chiede uno sconto di un miliardo di dollari sul prezzo d’acquisto

Due fatti: prima la scoperta di un immenso data breach, che ha coinvolto 500 milioni di utenti; poi lo scoop di Reuters di un nuovo caso NSA, con centinaia milioni di email filtrate e girate ai servizi segreti statunitensi. Parliamo naturalmente di Yahoo!, finita nella bufera ed isolata dagli altri colossi statunitensi. Il portale di Sunnyvale nega di aver creato un sistema che permette a Fbi e Nsa, le agenzie governative, di spiare liberamente le email dei propri utenti: “Si tratta di notizie fuorvianti. Abbiamo sempre usato un criterio restrittivo nel consentire alle autorità di accedere ai dati personali dei clienti. Un controllo delle e-mail in entrata come viene descritto nel reportage non esiste nei nostri sistemi”.

Verizon cerca uno sconto miliardario nell'acquisizione di Yahoo!
Verizon cerca uno sconto miliardario nell’acquisizione di Yahoo!

Ora scende in campo Verizon che sta pagando 4.8 miliardi di dollari per aggiudicarsi gli asset online di Yahoo!. Il colosso della telefonia mobile chiede uno sconto di un miliardo di dollari sul prezzo d’acquisto stabilito prima degli scandali, che stanno logorando – se non devastando – il brand di Yahoo! (Edward Snowden, il whistleblower dell’Nsa, ha inviato un Tweet per invitare tutti a chiudere il proprio account di Yahoo!). Lo riporta il New York Post.

Verizon vuole acquisire gli asset Web di Yahoo!, per fonderli con AOL, azienda acquisita l’anno precedente. Con questa mossa, Verizon vuole diventare il numero tre del digital advertising, alle spalle di Google e Facebook.

Le recenti controversie mettono sempre più in difficoltà la posizione del Ceo Marissa Mayer, l’ex top manager di Google, che ha preso il timone di Yahoo nel 2012, e, nonostante decine di acquisizioni costate 2 miliardi di dollari, non è riuscita a riportare il portale agli antichi fasti. Ora la sua è la sedia che scotta di più, e Tim Armstong, ai vertici di AOL, aspetta.

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Autore: ITespresso
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