VIDEO SPECIALE (VII parte) Smartphone OS: Gestione della batteria

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Il sistema più avido di risorse negli smartphone è certamente Windows Mobile, un’accurata gestione di alcuni parametri può però migliorare la durata delle batterie di tutti i device con qualsiasi OS

Uno smartphone in grado di fare tantissime cose, ma la cui autonomia è limitata, serve a poco, se non a nulla. Sembra strano ma la maggior parte dei sistemi supporta oramai tutti i protocolli di comunicazione per l’accesso al Web e la ricezione del segnale Gps, ma si è lavorato poco sulla durata della batteria. Con tanti modelli non si riesce a raggiungere la fine della giornata di lavoro. In questo senso le performance peggiori sono fatte registrare proprio da Windows Mobile. Difficile trovare un device che con WiFi acceso e un utilizzo anche sporadico del ricevitore GPS sia in grado di funzionare dalle 8 del mattino fino alle 6 di sera. Diversamente e decisamente meglio si sono sempre comportati i dispositivi Rim Blackberry (ma molto di essi non erano in grado di utilizzare Umts e Hsdpa) e quelli Symbian. Per esempio Nokia E71 utilizzato per questo confronto (è vero, sprovvisto del touchscreen e con un display limitato) è in grado di funzionare almeno per due giorni consecutivi, senza mollare il colpo.

Un discorso a parte merita invece l’iPhone che, con l’ultima versione del firmware sembra avere peggiorato le prestazioni (per un problema a un’API di gestione di un’applicazione multimediale) e mostra quasi gli stessi limiti di Windows Mobile, mentre con il firmware vecchio lavorava tranquillamente una giornata intera.

In verità le prestazioni spesso migliorano sensibilmente proprio aggiornando il firmware del dispositivo all’ultima versione rilasciata dal produttore, bilanciando con cura la retroilluminazione del display, disattivando i led che segnalano la ricezione del segnale o le condizioni di stato. Consapevole dei propri limiti Windows Mobile offre, per questo, il sistema più intuitivo per la regolazione di suonerie, luminosità e bilanciamento delle prestazioni. Ma solo perché gli altri ne hanno decisamente meno bisogno. Ultimamente, il nuovo chipset SnapDragon di Qualcomm, sembra dare nuova linfa vitale anche ai sistemi più dispendiosi. Lo attendiamo al banco di prova su Toshiba TG01 (e WinMobile 6.5) e con gli smartphone Android.

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