VIDEO TEST: Apple iPad 2

MobilityWorkspace
iPad 3 in arrivo: quad-core e LTE?
0 0 6 commenti

Processore dual core Apple A5, fotocamera sul dorso e videocamera. Il nuovo iPad migliora le caratteristiche della prima versione, ma non è una rivoluzione, e costa molto

E’ trascorso quasi un anno dall’arrivo sul mercato di iPad e Apple ha anticipato ancora una volta tutti i vendor che avevano fatto intravedere i propri gioielli tablet a MWC 2011 con disponibilità sul mercato per l’estate. Così, già a primavera, Apple ha invaso i negozi italiani con il nuovo gioiello: iPad 2.
Cambiano leggermente le forme, ora smussate, il dorso è in alluminio satinato e chi aggiornerà il proprio iPad dovrà cambiare anche la custodia, ma il cambiamento più radicale è il cuore pulsante, il processore. La nuova CPU Apple A5 è dual core e si sente da subito, perché iPad 2 è davvero più brillante, soprattutto quando si gioca e quando si naviga, senza incidere sulla durata della batteria. Dovete valutare però se, per l’utilizzo che ne fate, è davvero importante disporre di questo processore più potente. L’altra fondamentale novità è data dalla videocamera frontale VGA e dalla fotocamera sul dorso, quest’ultima da appena 1 megapixel. Una bella delusione.

Si guadagna FaceTime, per le videochiamate in WiFi, ma iPad resta un oggetto non proprio ‘amico’ della fotografia e se si pensa bene anche gli iPhone soffrono di questo problema, laddove gli altri vendor oramai sono arrivati a fotocamere da 8 Megapixel con illuminazione a led, zoom e messa a fuoco anche a partire da 500 euro. Con iPad 2 basta inquadrare con la fotocamera del dorso e scattare, per scoprire che non è certo questo il punto di forza del nuovo tablet. Apple per farvi divertire regala Photo Boot, che è poco più che un divertissement per iniziare a familiarizzare con la fotocamera. Più apprezzabile la possibilità di visualizzare in HD i video su un monitor esterno, collegando iPad con il connettore Hdmi che si acquista a parte.

Clicca per leggere la biografia dell'autore  Clicca per nascondere la biografia dell'autore