VIDEO TEST: Garmin Zumo 660

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Nasce per gli appassionati delle due ruote, funziona bene anche in automobile, con una serie di accessori per usarlo comodamente, dove si vuole. Non vale più la regola per cui i navigatori per le moto devono essere brutti e ingombranti

Non sono molti i produttori di navigatori che investono risorse e denaro per la ricerca sui modelli per i motociclisti e infatti tanti vendor (anche importanti) sono anni che non aggiornano i propri prodotti in questo segmento (per esempio il Raider di TomTom ha più di due anni). Garmin propone un prodotto nuovo a partire dal design. Zumo 660 esteriormente sembra non avere nulla del navigatore per motociclisti, considerata la cornice del display (4,3 pollici, WQVGA TFT) lineare che non presenta tasti sporgenti gommati (come sui modelli precedenti), ma si presta ugualmente all’utilizzo, anche con i guanti.

Garmin Zumo 660 paga certo qualcosa alla portabilità ma, considerato il fatto che per funzionare anche sotto l’acqua è impermeabilizzato secondo le specifiche IPX7, è quasi un dettaglio di secondaria importanza. Il peso del solo navigatore è di 270 grammi e 135x84x23 mm racchiudono tutta la tecnologia dello Zumo che viene venduto con le mappe di 40 Paesi europei (pacchetto City Navigator Europa NT, con Autovelox precaricati). Subito una nota importante: la durata della batteria dello Zumo, se si decide di non prevedere l’allacciamento all’alimentazione della moto, è di 5 ore, ma con Bluetooth attivo si può esaurire anche in meno di tre. Non sono tantissime. Il navigatore è compatibile con il sistema Infotraffico, ma non è incluso alcun ricevitore, invece si può usare tranquillamente Bluetooth (A2DP), anche per ascoltare gli MP3, oltre che per telefonare a mani libere, sono supportati i comandi vocali. La memoria può essere espansa tramite schedine microSD, per inserirle è necessario però rimuovere la batteria, sigillato con un pulsante di sblocco, non molto pratico.

Prime impressioni

La prima impressione è quella di un device ben pensato in relazione al contesto d’uso, con le uniche limitazioni tecnologiche per superare le quali l’investimento di ricerca diventerebbe davvero insostenibile, considerati i volumi limitati: tutti sognano di poter utilizzare il navigatore per la moto senza alcune delle complicazioni tipiche date dai sistemi di fissaggio e dalla necessità di provvedere in qualche modo all’alimentazione. Diciamo che Garmin cerca di ridurre al minimo il fastidio, tra l’altro offrendo la possibilità del multi-utilizzo a seconda del mezzo di locomozione: Auto, Pedonale, Moto, Scooter.

Meno utili alcune indicazioni riguardo calcolo carburante e distanza percorsa con un pieno, considerato che tanti rider oramai hanno computer di bordo simili già in dotazione sulle proprie moto e probabilmente più precisi. Ci è piaciuto però il calcolo in linea retta, la modalità che non si incontra sui navigatori da auto e fornisce le funzioni di una bussola elettronica e un campo dati personalizzabile. In caso di ricalcolo e di progettazione di itinerari poi il navigatore dovrebbe presentare la possibilità di scegliere tra percorso, più breve, più veloce e diretto, con le impostazioni di default non abbiamo potuto apprezzare questa caratteristica.

Pronti per partire?

Installare Garmin Zumo 660 sulla propria moto non è per nulla complicato e la guida cartacea è sufficientemente esplicativa. E’ possibile sia sfruttare una staffa a U in dotazione, sia utilizzare il morsetto frizione/freno. Zumo 660 dispone poi di un connettore fisso e di una parte snodabile, prima di arrivare al sistema di aggancio vero e proprio con il navigatore. Con la moto NON deve essere assolutamente usato il sistema a ventosa che pure è in dotazione per le auto, né si potrà utilizzare il connettore per le auto. Se si decide di usare il navigatore con la moto si faccia conto quindi che sarà necessario, per forza, agganciare anche l’alimentazione, per evitare di avere almeno un cavo volante, oltre a quello miniUSB per il ricevitore infotraffico non in dotazione.

Zumo presenta solo due pulsanti, uno per l’accensione e l’accesso alle impostazioni rapide e uno in basso, per sganciare lo sportello stagno della batteria (il comparto batteria è fornito a sua volta di una presa USB)

L’interfaccia software è soddisfacente. Oltre alla tastiera in modalità Ampia (quindi con alcuni tasti che servono solo a spostarsi tra diverse zone dell’alfabeto, per lasciare che i pulsanti delle lettere presentate abbiano un ampio spazio), sono presenti le classiche Qwerty e Abcde. Ottimo il livello volume, un punto su cui anche altri navigatori per moto sono caduti. Nulla da segnalare di specifico per quanto riguarda le caratteristiche del software di navigazione fatto salvo forse che ci sarebbe piaciuto trovare disponibile, in fase di pianificazione di una nuova meta, la possibilità di evitare determinate strade, e invece il percorso software costringe a entrare nelle impostazioni e provvedere da lì.

Garmin Zumo 660 costa 599 euro. Sembrano tantissimi, ma la dotazione hardware e software giustifica questo prezzo, tanto più che il navigatore deve resistere a quanto richiesto dalle specifiche IPX7. I punti dolenti restano la durata delle batterie, nel caso sia utilizzato senza alimentazione costante e – almeno nel nostro modello – la mancata ricarica procedendo con il supporto per auto montato e sfruttando quella presa USB. Tutto bene con il connettore interno al comparto della batteria, per quanto a display acceso non viene comunque segnalata la batteria in ricarica.

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