VIDEO TEST: Apple Mac Mini 2011

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Sui nuovi Mac Mini non c’è più il lettore ottico, ma arrivano i nuovi processori Intel Core i5 e i7 di seconda generazione, Thunderbolt, la scheda grafica discreta di AMD e ovviamente Mac Os X Lion. Cosa convince e cosa no. Prezzo a partire da 599 euro

E’ questo Mac Mini 2011 il desktop per tutti, secondo il pensiero di Steve Jobs. E le argomentazioni non mancano. Nell’era cloud e della Rete non ha nemmeno più senso integrare il lettore/masterizzatore DVD su una macchina di questo tipo. Che ognuno si prenda il lettore che preferisce, se proprio gli serve, mentre il driver Apple lo vende alla ‘modica’ cifra di 80 euro (ma non è un Blu-ray comunque). Una scelta che forse ha qualcosa a che vedere con il fatto che sono proprio i lettori DVD uno dei pochi punti dolenti dei Mac, più probabilmente una scelta obbligata per ottimizzare spazio all’ottima dotazione di connettori esterni. Però nei nuovi Mac Mini c’è tanto spazio in più per ciò che conta. Le novità, importanti, si contano sulla punta delle dita di una mano: i nuovi processori Intel Core i5 e i7 di seconda generazione (Intel Core i7 nella versione server), Thunderbolt, la scheda grafica discreta di AMD (ma non per il modello a 599 euro) e ovviamente Mac OS X Lion. Di Lion non vogliamo parlare a proposito di questo Mac Mini, dedicheremo pagine a parte. Avvertiamo però i lettori che usano Office per Mac, sia nella versione 2008, sia in quella 2011, che avranno diverse brutte sorprese di incompatibilità, tutte già ben documentate sul Web. Per il momento ci limitiamo a consigliare di non usare Outlook 2011 ma la nuova versione di Mail. Comunque le incompatibilità riguardano anche Excel, Word e PowerPoint e gli aggiornamenti dovranno ovviamente arrivare da Microsoft, non prima di Settembre.

Thunderbolt ma anche Hdmi e Firewire, una dotazione di interfacce che rispetta gli investimenti nel passato ma guarda anche al futuro

Lo chassis, tutto di alluminio, con la Mela scura al centro, resta nella sostanza immutato rispetto al modello precedente: sul fronte però spicca il ricevitore IR e l’indicatore minuscolo di stand-by e accensione, sul fondo il coperchio girevole per avere accesso a ricevitore WiFi e Ram e sul retro sono ordinatamente disposte tutte le interfacce: pulsante di accensione, presa di alimentazione, la porta ethernet, la vecchia Firewire 800, la porta Hdmi e anche Thunderbolt, 4 prese USB 2.0 (altrimenti si fa concorrenza a Thunderbolt), un’uscita e un’entrata audio (sia analogiche che digitali), il lettore di schedine SDXC (supporto anche per le SDHC). Bluetooth è integrato nella versione 4.0.

Persino l’alimentatore è contenuto all’interno dello chassis. Bisogna solo collegare il cavo alla rete elettrica e il cavo per una volta non è di tipo proprietario. Abbiamo in dotazione dei vecchi notebook Toshiba di oltre 5/7 anni fa con lo stesso attacco. Mac Mini sta tutto in 20x20x3,6cm di altezza per 1,2 Kg di peso (praticamente quasi come MacBook Air). Mac Mini è la gioia non solo di chi lo usa, ma anche di chi deve tenere in ordine tutto e spolverare. Una sola nota. Mac Mini è leggerissimo e Apple per una volta non ha adottato sistemi di sicurezza per il cavo di alimentazione. Il Mac Mini cade per terra se inciampate nel filo. Sul fondo non ci sono nemmeno dei gommini. Il ragionamento è molto semplice:  se è un computer da scrivania, deve stare fermo e protetto e  l’alimentazione deve essere garantita, non c’è mica una batteria per cui se si interrompe l’alimentazione succede poco o nulla. Quindi Apple va assolta in questo caso. Il prezzo di Mac Mini? Si parte da 599 euro. Dovete pensare di procurarvi un display, a mouse e a tastiera che non sono compresi; nella scatola, però, c’è un utilissimo adattatore Hdmi/Dvi. Strano ma vero! Noi abbiamo provato Mac Mini con un display Acer e mouse e tastiera senza fili Microsoft. Potete tranquillamente collegarvi qualsiasi tastiera e mouse USB o senza fili che abbiate già in casa e i display che preferite. La “scatoletta” con i suoi nuovi processori non pone nemmeno problemi di dissipazione del calore, più che per la feritoia sul profilo posteriore, per lo chassis tutto in alluminio.

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