Videocamere in condominio, il Garante Privacy vuole regole chiare

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Dopo la sentenza di Cassazione, il Garante chiede l’adozione di una disciplina per la videosorveglianza in condominio

La videosorveglianza.,soprattutto su cellulare, non riposa mai e soprattutto diventa a portata di tutti, con prezzi abbordabili. Siamo già spiati da un milione e 300 mila telecamere, una ogni 45-46 abitanti. La proliferazione di telecamere,in crescita del 17,7% in un anno, fa da contraltare alla percezione di insicurezza dei cittadini. La videosorveglianza è un mercato in costante incremento da 440 milioni di euro nel 2007.

Dopo la sentenza della Cassazione sulle videocamere condominiali per proteggersi dal vicino molesto, il Grande Fratello è sbarcato sul pianerottolo. Ma il Garante della Privacy chiede una pausa: sono necessare regole chiare per adottare una disciplina per la videosorveglianza in condominio.

Recenti quesiti e segnalazioni rivolti all’Autorita’ -rileva la Newsletter del Garante- hanno infatti posto il caso in cui non i singoli condomini, ma l’intero condominio intende installare tali impianti in aree comuni, quali portoni d’ingresso, androni, cortili, scale, parcheggi, anche presso residence o multiproprieta'”.

La materia non è disciplinata, ma richiede una normativa aggiornata, in questi tempi di richiesta di sicurezza.

Conclude il Garante: “In questa materia, peraltro, non puo’ essere sottovalutato il divieto contenuto nell’art. 615 bis del codice penale che sanziona chiunque si procura indebitamente immagini relative alla vita privata che si svolge nel domicilio, nozione che secondo alcune decisioni giurisprudenziali puo’ giungere fino a ricomprendere le aree comuni; cosa che -viene rilevato- comporterebbe la necessaria acquisizione del consenso di un numero assai ampio di soggetti, non sempre di agevole identificazione“.

Autore: ITespresso
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