Videogame semplici e immediati contro giochi sofisticati ma complessi

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Due correnti di pensiero agli antipodi caratterizzano lattuale entertainment su Rete

Arriver il prossimo mese il terzo capitolo di WarCraft, uno dei tre videogiochi pi venduti del mondo, insieme con Diablo 2 e con StarCarft (11 milioni di copie per ognuno dei tre titoli, tutti realizzati dalla software house americana Blizzard). A luglio ci sar quindi una popolazione worldwide di appassionati di game numerosa quanto quella di una metropoli come New York che si confronter con i 16 giocatori che attualmente guidano quattro nuove razze di eroi. Tra questi 11 milioni di fan dei video della Blizzard, ci saranno anche 200mila italiani. Tutti iscritti a Battle.net, la rete di server dedicati al gioco pi frequentata al mondo, che la software house mette indistantamente a disposizione degli acquirenti dei suoi game. Il successo della Blizzard (i prodotti sono distribuiti sui mercati internazionali dalla multinazionale francese Vivendi Universal) tale da avere determinato la nascita di uno standard, in tema di modello di business redditizio per quanto riguarda il gioco su Internet. Blizzard offre infatti gratuitamente a tutti la possibilit di giocare on-line, anche se si acquista una sola scatola dei suoi videogame. Una scelta che si dimostrata vincente, al contrario di quella basata sulla formula del pay per play, che andava di moda ai tempi della Net/New Economy, quando i tanti neoricchi del web pagavano per giocare un tempo determinato. Ma la gratuit non lunico motivo di successo dei game della Blizzard, che sono semplici da usare ( sufficiente sapere muovere il mouse) e quindi accessibili a tutti. Nel 1994, usc il primo titolo di WarCraft, in cui solamente due giocatori potevano confrontarsi, collegati a un modem. Nel 2003, a dieci anni di distanza, saranno centinaia di migliaia i player che potranno partecipare a World of WarCraft accendendo semplicemente un pc e collegandosi alla Rete. Mentre Blizzard fa grandi numeri sui mercati di tutto il mondo, altre software house continuano a privilegiare prodotti curatissimi dal punto di vista grafico, sempre ambientati in un mondo fantastico, dove le Forze del Bene e quelle del Male si scontrano in un duello eterno. E il caso della Cto (The Dark Age of Camelot) e della Interplay (Baldurs Gate). Amatissimi da una ristretta cerchia di utenti (alcune migliaia di persone in tutto il mondo), questi game sono bellissimi da vedere e molto interessanti dal punto di vista del gioco. Sono per anche difficili da installare, richiedendo inoltre un certo numero di ore da dedicare a ponderosi manuali di istruzione. Naturalmente questo secondo tipo di player snobba il primo, ritenendosi i veri e unici custodi del videogame di qualit bello, difficile ma perfetto. Ma si tratta, pi semplicemente, di due scuole di pensiero, riconducibili in fondo ai lettori di pocket-book e ai bibliofili. Al centro dellinteresse c sempre il libro, ma lottica diversa, inconciliabilmente. Comunque sia, c spazio per tutte e due.

Autore: ITespresso
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