Videogame violenti in nome della libertà di parola

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Le software-house si difendono dallaccusa di essere responsabili del massacro della Colombine School

Fabbriche produttrici di videogames si sono difese davanti a un tribunale Usa sostenendo che i loro software non possono essere considerati moventi di omicidi. I legali di Acclaim, Activision, Capcom, Eidos, Infogrames, Interplay, Nintendo of America e Sony Entertainment America, si sono difese chiamando in causa la libertà di parola. Le otto società sono state chiamate in causa dai familiari delle vittime del massacro alla Colombine High School dellaprile 1999, quando furono massacrate 13 persone tra studenti e insegnanti. Lazione legale è stata decisa dopo era stata scoperta una passione per i videogames, e in particolare di Doom, degli assassini Eric Harris e Dylan Klebold. Le parti lese avevano richiesto un risarcimento da 5 miliardi di dollari come parziale risarcimento per le famiglie delle vittime. Qualsiasi presa di posizione che richiami attività criminali (anche se questo non è il caso dei videogames), non può essere considerato movente, se non è diretto alla concreta realizzazione di tali azioni si legge sulla mozione dei legali. Lazione chiede inoltre lassoluzione delle software-house perché non è mai stato provato che qualche gioco abbia provocato la tragedia.

Autore: ITespresso
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