Videogiocatori visti da Aesvi

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La cultura dei videogame può apparire misteriosa agli adulti, ma è una
palestra di socialità e di apprendimento nell’uso del Pc

Negli ultimi tempi i videogame sono stati demonizzati come non mai, dopo l’allarme lanciato da una nota rivista italiana e dal giro di vite richiesto dai Parlamentari tedeschi contro videogiochi violenti. Ma Aesvi (Associazione editori software videoludico italiana), in collaborazione con l’Istituto Iard, esce allo scoperto con un ‘istantanea dei videogiocatori, da mostrare agli adulti: emerge un’immagine dei videogame come palestra di socialità (per instaurarenuove amicizie) e di uso del Pc. Il rapporto “Cultura del videogioco: mondo giovanile e mondo adulto a confront o” mette al bando i luoghi comuni sui videogiochi e le inutili demonizzazione. Il 45% dei bambini ha familiarizzato con le nuove tecnologie e il computer grazie ai videogichi. Inoltre, l’attività videoludica non genera isolamento: soltanto l’8% degli intervistati dichiara infatti di giocare sempre solo, mentre il 28% gioca la maggior parte del tempo in compagnia, il 24% lo dedica metà in compagnia e metà in solitario e il 32% preferisce il solitario. Il 62% dei genitori non ha mai approfondito la conoscenza sui videogiochi, e moltissimi (dal 44% al 75%) non conoscono i giochi dalle trame complesse di ultima generazione.

Autore: ITespresso
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