Videoregistratori rivoluzione o sommossa?

LaptopMobility

Scontro epocale tra i produttori di dispositivi di videorecording e industria pubblicitaria/televisiva.

E tempo di grandi cambiamenti, nellIct, allinsegna di confronti sempre pi aspri. Dopo la rivoluzione delle WiFi – di cui abbiamo gi parlato in diverse occasioni (e di cui si parler ancora molto) – ecco quella dei videoregistratori. Anche di questi dispositivi abbiamo gi avuto occasione di parlare, a proposito di quanto successo in Inghilterra con quel programma della Bbc che si registrava da solo, grazie alle caratteristiche tecnologiche innovative di un videoregistratore digitale americano, il TiVo. Insieme con Sonicblue, TiVo una dei principali player nel mercato statunitense dei videoregistratori digitali. Negli States, questo tipo di dispositivo oggi installato in poco pi di un milione di abitazioni. Non molte, tutto sommato, se si considera il potenziale del mercato americano. Ma siamo appena agli inizi del ciclo vitale di un nuovo segmento di comparto e gli analisti stimano che il settore aumenter rapidamente a qualche diecina di milioni di pezzi entro il 2007. Ma cosa c di tanto rivoluzionario nei videoregistratori digitali? Una cosa semplicissima ma – per certi aspetti – terrificante la perdita del controllo finale degli spettatori televisivi. Vediamo come e perch un fatto di questo genere semina il panico tra chi considera essenziale per la propria attivit il contatto promozionale one-to-one. Un videoregistratore digitale si caratterizza, tra le altre cose, per essere equipaggiato da un hard-disk su cui si possono memorizzare fino a 30 ore di trasmissioni televisive. Fin qui, non c niente di male, tranne che la grande capienza di recording di questo tipo di dispositivi. I guai – per lindustria televisiva e per le aziende che fanno pubblicit attraverso il piccolo schermo – incominciano quando lutente di videoregistratore digitale si mette a smanettare con la funzione di avanzamento rapido, ripulendo i programmi tv che lo interessano (documentari, eventi sportivi, fiction, film, spettacoli musicali, talk show) dagli spot che sono stati inseriti tra una sequenza e laltra. Per il momento, lindustria televisiva e quella pubblicitaria non sanno che pesci pigliare, anche se fanno roboanti proclami di guerra e minacciano di passare al contrattacco. Ma sono solamente inutili squilli di tromba, in quanto n la televisione n ladvertising sanno come muovere le proprie truppe. A tuttoggi, lunico affondo messo a segno una citazione nei confronti di Sonicblue, per violazione di copyright. Infatti lazienda ha da poco messo in commercio una nuova versione di Replay Tv, unapparecchiatura digitale che elimina automaticamente gli spot pubblicitari, togliendo allutente la fastidiosa incombenza di usare il tasto fast forward. Per i legali dellindustria pubblicitaria/televisiva , si tratta di furto di programmi, esattamente come si ruba musica alle case discografiche quando si scambiano file Mp3. I fronti sono agguerriti e sembrano intenzionati a non cedere di un millimetro dalle proprie posizioni. Da una parte, i colossi dellindustria televisiva, capeggiati da Aol Time Warner, Disney e Twentieth Century Fox. Dallaltra, Sonicblue e TiVo sono spalleggiate da larghi strati dellopinione pubblica americana e quindi dei consumatori che – sullonda lunga del free web e della napsterizzazione del mercato musicale – non vedono lora di fare bottino dellampia produzione televisiva made in Usa. Su come finir il confronto, nessuno si azzarda a fare previsioni, in quanto la posta in palio enorme. Per il momento, Sonicblue ha vinto il primo round legale, in quanto il giudice ha rigettato laccusa di violazione di copyright, respingendo listanza del querelatore, che pretendeva che lazienda controllasse (come? ci piacerebbe saperlo) luso fatto dai propri clienti del videoregistratore digitale. Da parte sua, TiVo sta sviluppando nuove funzioni software, capaci di registrare automaticamente le clip, i filmati e gli spot voluti dagli sponsor di un programma. Al di l dei contenziosi legali contingenti, in atto una grande rivoluzione (o meglio dire sommossa?) tecnologica, che si rifletter anche sui costumi della societ, modificando il modo di intendere la pubblicit. Ladvertising sar sempre meno tale e diventer sempre pi entertainment, dando vita alladvertainment, vale a dire a una forma inedita di pubblicit/spettacolo, di cui peraltro da tempo si vedevano le prime avvisaglie. Non poi da escludere una qualche forma futuribile di fusion con il grande schermo del cinema e con la console del videogame. Al momento, gli unici punti fermi sono comunque i seguenti lindustria televisiva e quella pubblicitaria sono pi che mai unite in questa occasione e senzaltro troveranno nuove forme di comunicazione/promozione, allinsegna della vecchia regola dello spettacolo (the show must go on), ormai fatta propria dal business; i produttori di dispositivi di videoregistrazione digitale non torneranno indietro e andranno avanti per la loro strada; gli utenti televisivi, ingolositi dalle possibilit concesse loro dal digital videorecording, accamperanno sempre pi pretese.

Autore: ITespresso
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