Vincenzo Baggio, nuovo ad di Ingram Micro: “E’ fragile operare in questo mercato”

Aziende

Il cliente medio piccolo si affida sempre più al retail, invece che al dealer come in passato. Per questo il distributore deve saper valutare nuove opportunità. Anche in mercati adiacenti a quello IT

Da due mesi in Italia, dopo 21 anni di esperienza all’estero, Vincenzo Baggio – nuovo amministratore delegato di Ingram Micro – è alla prese con la definizione delle strategie per il 2008. Piani complessi, in un mercato dove “è fragile operare, ed è necessario ottimizzare sinergie di scala e volumi, per fare fronte a margini sempre più sottili”.

La strategia di approcciare mercati adiacenti al tradizionale IT va proprio letta nell’ottica di assicurare nuovi business al distributore, senza perdere di vista il trade: “Vogliamo continuare a crescere nel business IT in modo organico, ma anche valutando nuove acquisizioni a livello globale, espandendoci in mercato adiacenti, come quello del consumer electronics e dei pos”. Già negli Stati Uniti passi sono stati fatti in queste direzioni, con le acquisizioni di SymTech Nordic (mercato pos) e di DBL Distributing (distributore di consumer electronics). Inoltre, continua Baggio, “il mercato sta crescendo e la convergenza di diverse tecnologie sta causando una forte sovrapposizione tra gli operatori di canale. Questo fatto avrà conseguenze significative soprattutto sulla parte retail: il cliente medio piccolo utilizza oggi molto più il retail che i rivenditori tradizionali, come invece avveniva in passato”.

Tra le priorità per il 2008, rimane alta la ricerca della soddisfazione del cliente, non ultima quella delle pmi, che investono meno rispetto alle sorelle europee, “ma non perché siano più arretrate, ma semplicemente perché meno servite”.

Nel 2006 Ingram Micro ha fatturato a livello mondiale 31,4 miliardi di dollari, e solo nel Q3 del 2007 ha registrato 8,6 miliardi di dollari, il 33% dei quali grazie all’Europa. “Nel mondo vogliamo crescere almeno tanto quanto il mercato, attorno al 6%, ma in Europa puntiamo a una crescita ancora maggiore, pur sapendo che esistono reali difficoltà– continua Baggio – : la produzione si è spostata sempre più verso la Cina negli ultimi anni, ma la supply chain tra vendor e distributore non è stata ottimizzata, e ciò dimostra quanto ci sia da fare. A questo si sommano poi criticità tipiche italiane, quali i trasporti o i pagamenti, sempre in cronico ritardo”.

Il ruolo di Baggio è ad interim. “Non escludo che tra i miei primi passi nel 2008 ci sia anche la ricerca di un nuovo ad per la filiale italiana. Purtroppo, a differenza del resto di Ingram a livello mondiale, dove la continuità del managment è molto elevata ed è un elemento di forza per implementare il disegno strategico, in Italia il turn over è stato elevato negli ultimi tempi”.La scorsa settimana Claudio Casini ha lasciato l’incarico di direttore commerciale nelle mani di Sergio Ceresa. Una squadra rinnovata nelle figure chiave.

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