Vint Cerf: Rischiamo un Medioevo digitale

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Secondo Vint Cerfe, rischiamo un nuovo secolo buio, un Medioevo digitale
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Vint Cerf, padre del protocollo Tcp/Ip di Internet, teme un nuovo secolo buio nell’era dei Bit, causato dalla perdita di dati

Il Medioevo digitale, un nuovo secolo buio nell’era dei Bit, causato dalla perdita di dati, potrebbe essere alle porte. La profezia porta la firma di Vint Cerf, padre del principale protocollo Tcp/Ip di Internet, ex Internet Evangelist, ora vice-presidente di Google.

Archiviamo immagini e documenti nei nostri computer, ma i dati possono essere persi. Hardware e software rischiano l’obsolescenza, e le future generazioni, a causa della perdita di dati, potrebbero non avere ricordi del loro passato. La “digital Dark Age” è un rischio. È la denuncia di Vint Cerf a ulla conferenza sulla Scienza American Association for the Advancement of Science, a San Jose.

I diari di Einstein si possono prendere da uno scaffale e leggere ancor oggi. In futuro, tra 50 anni la maggior parte degli appunti di Stephen Hawking saranno probabilmente archiviati in digitale e potremmo non essere in grado di accedervi”, spiegava già nel 2010 Adam Farquhar della British Library.

Secondo Vint Cerfe, rischiamo un nuovo secolo buio, un Medioevo digitale
Secondo Vint Cerfe, rischiamo un nuovo secolo buio, un Medioevo digitale

Noi tutti teniamo vite, ricordi e fotografie familiari, archiviate su hard drive o nel cloud, ma l’accelerazione dell’innovazione digitale potrebbe rendere obsolete queste informazioni: vecchi formati da noi creati, già oggi, non sono più leggibili dall’ultima versione del programma. Abbiamo creato vasti archivi di contenuti digitali, ma di cui non sappiamo più nulla.

Come rimediare a questo problema? Vint Cerf sta promuovendo l’idea di preservare ogni pezzo di software e hardware, in modo da impedirne l’obsolescenza digitale – come avviene in un museo: la memoria in forma digitale, nei server del cloud è l’unico antidoto contro lo scenario apocalittico di un Medioevo digitale.

Ma un simile museo dovrebbe tenere ogni contenuto catturato a Raggi X, l’applicazione e il sistema operativo, insieme a una descrizione della macchina su cui gira. Ma nessuna azienda oggi ha la sicurezza di arrivare al prossimo millennio. Vint Cerf spera nel “vello digitale” di cui è stata offerta una dimostrazione da Mahadev Satyanarayanan alla Carnegie Mellon University.

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Autore: ITespresso
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