Virgin Atlantic: i Google Glass per dare ai clienti un servizio migliore

AccessoriDispositivi mobiliMobilityWorkspace
Google Glass, anatomia di un flop
0 0 Non ci sono commenti

La compagnia aerea britannica Virgin Atlantic sta sperimentando l’uso dei Google Glass nell’accoglienza dei clienti di prima classe per un servizio migliore.

Sui Google Glass si è detto tutto e il contrario di tutto. Pochi li hanno provati e gli esperimenti che abbiamo visto hanno sostanzialmente scopi di intrattenimento, navigazione e condivisione di contenuti sui social. Ma se diventassero anche strumento do lavoro? E’ di qualche giorno fa la notizia che la polizia di New York ne ha comprati alcuni per sperimentarli nei servizi di pattugliamento. Ma anche le aziende cominciano a guardare ai Google Glass con interesse.
La compagnia aerea britannica Virgin Atlantic, ad esempio, sta sperimentando l’uso dei Google Glass e dello SmartWatch 2 di Sony per fornire al personale dati personalizzati sui viaggiatori di prima classe e garantire così un servizio migliore a chi paga di più.

L’idea è di dare allo staff informazioni che possano aiutarli ad assicurare ai clienti un’esperienza di viaggio più piacevole. In un entusiasta comunicato stampa Virgin Atlantic spiega:
“Dal momento in cui i passeggeri di Prima Classe escono dalle loro limousine al terminale T3 di Heathrow e vengono salutati per nome, lo staff Virgin Atlantic indossa tecnologia che permette di iniziare il processo di check-in. Allo stesso tempo, lo staff sarà in grado di informare i passeggeri sullo stato del loro ultimo volo, sulle condizioni meteo e sugli eventi previsti nel luogo in cui sono diretti, oltre che di tradurre informazioni fornite in qualsiasi lingua straniera. In futuro, la tecnologia potrebbe anche comunicare allo staff Virgin particolari esigenze di dieta dei passeggeri e le preferenze in merito al rinfresco: qualsiasi cosa serva a dare un servizio migliore e personalizzato”.

La compagnia aerea eseguirà un test di sei settimane per vedere se i benefici dell’uso dei Google Glass e degli smartwatch sono all’altezza delle aspettative. In realtà i dati forniti erano già a disposizione dello staff, ma tramite terminale. In questo modo si velocizza l’accesso a quei dati e la risposta ai passeggeri.
Impossibile però che non si sollevi la questione privacy. Le informazioni in questione, come abbiamo detto, sono già in possesso di Virgin anche senza Glasses, ma l’immediatezza con cui diventano accessibili cambia un po’ le cose. E che dire della possibilità per il personale di fotografare e filmare i clienti durante l’operazione di check-in e fino all’imbarco? Ne sentiremo ancora parlare, se l’esperimento dovesse andare a buon fine.

Clicca per leggere la biografia dell'autore  Clicca per nascondere la biografia dell'autore