Virtualizzazione dei server: istruzioni per l’uso

AziendeCloudManagementServerVirtualizzazione
0 1 Non ci sono commenti

La virtualizzazione, una tecnica nata nel mondo dei grandi mainframe, è diventata di uso comune anche in realtà elaborative più piccole. Anzi proprio in questi ambienti emergono le grandi potenzialità della virtualizzazione dei server

I server, sistemi dedicati a ospitare file e applicazioni, son dotati di diverse CPU per gestire compiti diversi. Spesso però gli amministratori IT devono dedicare un server specifico a un compito specifico per evitare interferenze tra applicazioni. Ma dedicare un server a una sola applicazione non è la soluzione migliore in termini di costi soprattutto perché la potenza dei server attuali è tale che verrebbe sfruttata solo una piccola parte della loro capacità. Inoltre la gestione di server diversi diventa sempre più complessa nei data center con problemi di occupazione di spazio, di consumi energetici e di calore. Infine con la riduzione del consumo energetico dei server e del calore che essi dissipano l’attrattività di tipo economico si unisce con il successo di un’iniziativa ecocompatibile.

Le basi della  virtualizzazione
Le basi della virtualizzazione

 

Sono tre problemi che hanno da tempo una risposta nella virtualizzazione che attraverso software adatto permette di creare su un solo server molteplici macchine virtuali (VM) – o server virtuali – in grado di far girare sistemi operativi diversi. Da diverso tempo la virtualizzazione, una tecnica nata nel mondo dei grandi mainframe, è diventata di uso comune anche in realtà elaborative più piccole. Anzi proprio in questi ambienti emergono le grandi potenzialità della virtualizzazione dei server. Per di più i nuovi processori multicore messi a punto da Intel e AMD permettono di integrare direttamente in hardware l’esecuzione di server virtuali. Da quanto abbiamo detto emergono già gli argomenti a favore della virtualizzazione. Ma vale la pena di analizzare questi ultimi – e alcune limitazioni- in dettaglio.

Perché virtualizzare?
Le ragioni per investire nella virtualizzazione dei server sono sia di tipo finanziario che di tipo tecnico.
• La virtualizzazione dei server fa risparmiare spazio attraverso il consolidamento. Se diverse applicazioni fanno uso unicamente di una piccola quantità di potenza di elaborazione una soluzione evidente è quella di consolidare diversi server fisici in un unico server che fa girare diversi ambienti virtuali. E lo spazio fisico necessario si riduce in maniera significativa.

Consolidamento dei server
Consolidamento dei server

•La virtualizzazione dei server consente di fare girare la medesima applicazione su più server (ridondanza). E’ una misura di sicurezza: in caso di guasto di un server ne può subentrare un altro senza interruzione del servizio. Ma non avrebbe senso realizzare due macchine virtuali che ospitano la medesima applicazione sul medesimo server fisico ( che in caso di guasto bloccherebbe entrambe le versioni dell’applicazione) . Dunque server virtuali ridondati vanno creati su macchine fisiche differenti.
•I server virtuali offrono a chi sviluppa software dei sistemi indipendenti per eseguire test di applicazioni o di sistemi operativi. Invece di un server fisico separato si può utilizzare un server virtuale su un server fisico già esistente. Il software in prova può girare senza generare preoccupazioni sul funzionamento delle altre applicazioni. • Quando l’hardware diventa superato può diventare difficile passare da un sistema a un altro. Per continuare a fornire i servizi di un sistema datato ( un cosiddetto legacy system, come potrebbe essere Windows XP) è possibile creare una versione virtuale su hardware moderno. Sotto l’aspetto applicativo nulla cambia. Il programma gira come se fosse sull’hardware precedente. Le aziende possono passare a nuovi processi senza preoccuparsi dei guasti hardware o che l’hardware obsoleto non sia più disponibile.

Questioni di migrazione
E’ possibile far migrare un server virtuale da una macchina fisica a un’altra, con un processo chiamato appunto di migrazione. E’ necessario dotarsi di software e hardware adatti. In origine la migrazione era possibile sono con il medesimo hardware, il medesimo processore e il medesimo sistema operativo. Ora è possibile anche utilizzando servizi di cloud computing.

Evoluzione del cloud computing
Evoluzione del cloud computing

Quali limitazioni?
Come per ogni tecnologia, anche la virtualizzazione dei server presenta i benefici che abbiamo descritto , ma prevede anche lacune limitazioni. E sull’estinzione di queste limitazioni operano le attività di sviluppo dei vendor di hardware e di software. Una delle ultime barriere che si stanno infrangendo è quella sulle applicazioni che richiedono una elevata capacità di elaborazione per le quali prima era sconsigliata la virtualizzazione. Normalmente però, dato che la virtualizzazione in sostanza suddivide la potenza di elaborazione del server fisico tra i diversi server virtuali, se il server fisico non riesce a tenere il passo con le esigenze delle macchine virtuali , tutto il sistema rallenta. E ancora peggio è possibile che l’intero sistema collassi non potendo stare dietro alle richieste. Analogamente non è consigliabile sovraccaricare la CPU di un server creando troppe macchine virtuali.

E si può creare anche un altro problema per la gestione dello storage collegato al sistema. Anche in questo caso si crea un collo di bottiglia che limita la capacità del server di adeguarsi non solo alle applicazioni , ma anche alle unità a disco che sono al loro servizio.

C’è poi il problema della manutenzione dei server che porta di necessità alla scelta di un’attività di migrazione. Se un server fisico va in manutenzione l’aver fatto migrare le macchine virtuali su altre macchine fisiche può ridurre il tempo di blocco delle applicazioni. Nel caso contrario tutte le applicazioni ospitate nei server virtuali collegati ala medesima macchina fisica sarebbero indisponibili durante le attività di manutenzione.

Autore: ITespresso
Clicca per leggere la biografia dell'autore  Clicca per nascondere la biografia dell'autore