Vita digitale

DataStorage

Si è appena conclusa a Berlino l’importante manifestazione tecnologica
dell’Ifa e ne sono emerse alcune interessanti tendenze, soprattutto in ambito
storage

L’imperativo emerso dalla quantità e dalla tipologia di novità presentate all’Ifa di Berlino è quello di immagazinare tutto. Foto, film, musica, dati e informazioni, possono essere archiviati, condivisi, trasportati e trasmessi attraverso una molteplicità di dispositivi e tecnologie veramente impressionante.

Non solo azienda La più grande fiera dell’elettronica del mondo, pullula di produttori, distributori ed esperti del disco fisso. Capienti, tascabili, refrigerati, dotati di abs, impermeabili e condivisibili. Soprattutto condivisibili. A partire dalle soluzioni dedicate alle aziende fino ad arrivare all’ambiente casalingo, i nuovi supporti di memorizzazione sono dotati di sempre maggiori capacità di condivisione. Così in casa i nostri hard disk, connessi tra loro e alla rete casalinga, possono diventare un nuovo centro pulsante della vita familiare. Un solo hard disk per tutto il nucleo familiare, con risorse condivise o altre gelosamente custodite con password. Accessibili dal nostro super tv ultrapiatto oppure da un qualunque laptop o pc piazzato in ogni stanza e immancabilmente connesso al disco rigido «di famiglia». Internet e le nuove tecnologie, grazie anche alla disponibilità di connessioni diffuse e veloci, sono sempre più interconnessi. Grazie a questa possibilità possiamo sentirci sempre a casa anche quando siamo lontani. Webcam, computer, centraline e gli stessi elettrodomestici sono in paziente attesa di una nostra chiamata. Basta una connessione Internet per collegarci attraverso il nostro portatile, palmare, telefonino ai dispositivi in attesa a casa e controllare le stanze attraverso la webcam, accendere e spegnere le luci, oppure recuperare film, foto, musica e quant’altro dal sistema di storage casalingo condiviso o dal server aziendale.

Al limite del fantastico Oltre alle soluzioni ormai ‘mature’ e conosciute, una manifestazione come l’Ifa non poteva non presentare i prototipi di quelle tecnologie che potrebbero condizionare il prossimo futuro. E’ il caso del primo disco olografico presentato da Maxell. Se ne era fatto un gran parlare ma non lo si era mai visto. Invece Maxell, storico produttore di supporti storage, ha mantenuto la promessa fatta verso la fine dello scorso anno e si appresta a introdurre un nuovo protagonista nel sempre più affollato settore dello storage ottico dei dati. La tecnologia di archiviazione olografica è finalmente una realtà. Il nuovo supporto sarà in grado di offrire un’alternativa veloce, estremamente capiente e sicura a quei settori costantemente affamati di spazio per archiviare ogni genere di informazione digitale come: video in alta definizione, archiviazione dati, digital imaging in ambito medico e database aziendali di grandi dimensioni. Ripassando un po di teoria ricordiamo che il disco olografico, al contrario di Dvd, Hd-Dvd e Blu-ray, si basa su due diversi laser (uno a luce blu-verde responsabile della lettura dei dati codificati come effetto ologramma e l’altro a luce rossa utilizzato per monitorare la posizione della testina di lettura) che collidono in un unico fascio. La tecnologia è in stato di ricerca avanzata, e InPhase Technologies è la prima azienda a realizzare un prodotto commercializzabile basato sui principi dello storage olografico. Entro Novembre o Dicembre di quest’anno, Maxell metterà quindi in vendita dischi dalla strabiliante capacità di 300 Gigabyte e un transfer rate di 20 Megabyte/sec., con le previsioni che parlano di una possibile seconda generazione da ben 800 Gigabyte entro il 2008, e un disco di 1.6 Terabyte per il 2010. Di pari passo avanzerebbe l’ampiezza di banda utilizzata per il trasferimento dei dati da e verso il sistema. Al momento attuale forse è un po’ prematuro parlare di cifre, che in base alle indicazioni fornite dovrebbero comunque essere notevolmente inferiori a quelli ipotizzati in occasione del primo annuncio dato lo scorso an no. Si tratta sicuramente di cifre importanti se è vero che un disco da 300 Giga potrebbe costare una cifra compresa tra i 120 e i 180 dollari. Insomma, in occasione dell’Ifa di Berlino il passo è stato compiuto e non resta ora che attendere.

Conclusioni Un evento come l’Ifa di Berlino rappresenta un’occasione unica per capire, a livello tecnologico, quale futuro ci aspetta. La sensazione generale che ne è emersa è la conferma che l’interconnessione tra le diverse tecnologie sta diventando sempre più stretta. I dati che ormai rappresentano la linfa vitale di qualsiasi realtà, compresa quella casalinga, possono essere raggiunti dovunque e attraverso una varietà impressionante di dispositivi. Ecco quindi che le distanze si annullano, rendendo possibile in qualsiasi momento e luogo la realizzazione pratica dei concetti di collaborazione e condivisione.

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Autore: ITespresso
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