Viviane Reding: La Commissione europea chiede delucidazioni su Prism

Autorità e normativeMarketingSicurezzaSorveglianza
Vivian Reding (UE): L'Europa chiede chiarezza agli USA sul caso PRism
0 0 1 commento

Viviane Reding ha scritto una lettera all’avvocato generale degli USA, Eric Holder, per ottenere risposte chiare sul caso Prism Il Council of Europe ha avvertito gli Stati membri dell’Unione europea (UE) di potenziali abusi dei diritti umani

Il Commissario europeo alla Giustizia, Viviane Reding, vuole che gli Stati Uniti rispondano alle richieste di delucidazioni europee in merito al caso Prism, il Datagate che sta minando le relazioni fra Europa ed USA, mettendo sotto pressione la Presidenza Obama. Reding ha scritto una lettera all’avvocato generale degli USA, Eric Holder, per ottenere risposte sul . Il Council of Europe ha avvertito gli Stati membri dell’Unione europea (UE) di potenziali abusi dei diritti umani. Reding, nella lettera, parla di “schema di condivisione dati” a proposito di Prism, che potrebbe aver un impatto sui diritti fondamentali dei cittadini europei. Com’è noto, la normativa sulla Privacy in Europa è molto più stringente che negli USA.

Viviane Reding ha posto interrogativi molto precisi:

  • I programmi di sorveglianza dati sono solo per cittadini e residenti negli USA o sono anche – o soprattutto- per cittadini non-statunitensi, inclusi cittadini europei?
  • La collezione dati è limitata a specifici casi individuali, e, se così, quali criteri vengono applicati?
  • Con quale frequenza i dati di individui sono stati collezionati o processati?
  • Qual è lo scopo di Prism ed altri simili programmi? Si limita alla sicurezza nazionale e alla foreign intelligence, e se così, in qusli termini è definito?
  • Quante aziende USA e UE partecipano all’accesso e all’analisi dei dati?
  • Come potrebbero i cittadini UE scoprire se sono stati coinvolti? C’è differenza con i cittadini e residenti negli USA?

Ieri il direttore di NSA, Keith Alexander, ha affermato che i programmi di data snooping hanno permesso di sventare attacchi terroristici, mentre il Segretario di Stato John Kerry ha ribadito che serve un bilanciamento fra privacy e sicurezza. In realtà, con il sistema di tracking di Prism sembra di cercare un ago nel pagliaio: la mole di dati da raccogliere è talmente vasta che le probabilità di trovare qualcosa di utile, prima che qualcosa accada, sono infinitamente piccole. Secondo un’indagine condotta dal Pew Research Center risulta che il 56% degli americani era favorevole alla sorveglianza telefonica da parte di National Security Agency.

Nel frattempo Kurt Opsahl avvocato senior dell’Electronic Frontier Foundation (EFF) denuncia che log di navigazione Web ed e-mail “sembrerebbero rientrare nelle registrazioni, ed essere potenzialnente soggetto agli ordini della Section 215”.Secondo i Repubblicani, quanto uscito finora potrebbe essere solo la punta dell’ice-berg, anche se i Big IT hanno cercato di minimizzare e stanno cercando di recuperare l’immagine, chiedendo ai federali di permettere loro di pubblicare ciò che è stato condiviso, per fare chiarezza.

Vivian Reding (UE): L'Europa chiede chiarezza agli USA sul caso PRism
Vivian Reding (UE): L’Europa chiede chiarezza agli USA sul caso PRism
Autore: ITespresso
Clicca per leggere la biografia dell'autore  Clicca per nascondere la biografia dell'autore