VMware Fusion 7, Windows 8 e anche Windows 10 su Mac

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L'alternativa della virtualizzazione
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IN PROVA – VMware Fusion 7 lavora bene con Yosemite e supporta già Windows 10, con Unity si lavora in osmosi e su un’unica scrivania convivono applicazioni Win e Mac

VMware ha rilasciato l’ultimo aggiornamento della sua soluzione software per creare e sfruttare macchine virtuali sul Mac in modo da utilizzare senza problemi con il Mac (anche nell’ultima versione del suo sistema operativo Yosemite, così come con Mavericks e Lion) Windows (da Windows 3.1) e tutte le applicazioni Windows e anche decine e decine di altri sistemi operativi, per esempio Linux in decine di distribuzioni, Novell Netware 5 e 6, Solaris dalla versione 8 (ma il supporto è dalla versione 10), Vmware ESX, Free BSD, il vecchissimo MS-DOS.

Il vantaggio di una soluzione di virtualizzazione, sia Fusion 7 oppure anche l’altro software di punta per Mac provato da poco – Parallels 10 – non è solo legato al fatto di poter continuare a utilizzare per determinate applicazioni il sistema operativo preferito senza riavvio, ma è anche quello di avere a disposizione un ambiente sicuro in cui far girare le applicazioni di testing e, infine, la possibilità di continuare a operare per lo stretto necessario su operazioni legacy, senza per questo precludersi il massimo della produttività, dovendo ricorrere all’utilizzo saltuario di vecchi pc. I software di virtualizzazione sono davvero molto evoluti, permettono a un computer Mac o Win, con 8 Gbyte di Ram, di far girare agevolmente anche tre sistemi operativi alla volta, anche quando le applicazioni sono impegnative.

Creazione VM
Creazione VM con VMware Fusion 7, prima si definisce l’immagine, poi si sceglie tra gli OS predisposti

I vendor più importanti, in verità prima Parallels, poi VMware in rincorsa, hanno studiato interfacce facili da usare assecondando due preferenze: quella di chi vuole lavorare tenendo ben distinti gli ambienti grafici, ma anche quella di chi preferisce un’esperienza senza soluzione di continuità tra sistema operativo principale (host) e quello ospitato.

In Vmware Fusion 7 questa seconda possibilità è data ora da Unity. L’utente può creare macchine virtuali con un massimo di 16 cpu, 64 Gbyte di Ram e 8 Terabyte di storage, ovviamente in una configurazione classica con un Mac le risorse disponibili saranno diverse, ma è vero che non c’è più limitazione alcuna sul livello di complessità applicativa che si possa far girare senza rallentamenti anche per la disponibilità di memoria video fino a 2Gbyte allocabili a piacere e il supporto della grafica OpenGL 2.1 e DirectX 9.0c Shader Model 3. Fusion 7 nei compiti grafici più impegnativi è ora in grado di sfruttare App Nap per gestire i carichi di lavoro, in modo da ottimizzare consumi e risorse quando è disponibile sia grafica integrata che discreta.

Entriamo nei dettagli della prova. Dal punto di vista delle impostazioni generali Vmware Fusion 7 resta oggettivamente più ‘ruvido’ di Parallels, è indirizzato comunque ancora oggi a un pubblico che conosce già la virtualizzazione.

VMware Fusion 7 - pannello di controllo
VMware Fusion 7 – Pannello di controllo

Lo si capisce per esempio proprio in fase di creazione di una macchina virtuale, con i passaggi semplificati sì, ma non così ben guidati ed esplicitati come Parallels. Anche l’interfaccia di scelta della propria macchina virtuale sarebbe ancora da migliorare, a noi non è piaciuto per esempio che si debba indicare prima un’immagine e poi si possa scegliere la tipologia del sistema operativo che si carica. Anche alcuni parametri della macchina virtuale, che in un primo momento in velocità viene naturale lasciare impostati di default, è leggermente più farraginoso andarli a ripescare e modificare.

Di sicuro però in Fusion 7 la sobrietà va a braccetto con il rigore e la solidità. Possiamo affermare tranquillamente che l’esperienza d’uso con il proprio Mac è completamente assimilata da Fusion, con la piena disponibilità di tutte le periferiche, anche Thunderbolt e USB 3.0, con le medesime gesture da utilizzare sul touchpad, con il pronto richiamo tramite l’icona Fusion per il controllo diretto della scelta di attivazione di una delle macchine virtuali predisposte e dei relativi programmi, così come per l’accesso diretto a un’impostazione o a una directory.

Su Mac Book Pro Core i5, con 8 Gbyte di Ram, grafica Intel Iris 1,5 GHz e disco fisso SSD da 512 Gbyte abbiamo installato sia Windows 8.1 sia la beta di Windows 10 Enterprise. Abbiamo allocato per ogni macchina virtuale 2 Gbyte di Ram (di default). Primo task, banale, la navigazione: non possiamo dire che la fluidità nell’apertura delle pagine Web sia risultata fluida come sull’host.

Un ritocco di configurazione rapido risolve subito: 4 Gbyte di Ram per ogni macchina e anche un processore quad-core, cambiano radicalmente la situazione. Da qui si parte effettivamente ad armi pari con le risorse disponibili nell’host, fatta salva una sorta di latenza proprio nell’utilizzo di Internet, che è rimasta come nota negativa.

Anche Windows 10, che pure non sarebbe ufficialmente ancora supportato, è stato semplicissimo da installare lasciando al sistema VMware di vederlo e predisporre le istruzioni della VM semplicemente come se fosse Win 8 a 64 bit. Resta in questo caso da svolgere manualmente (invece con la VM Win 8.1 non è necessario) l’installazione dei VMtools da unità DVD virtuale, che ottimizzano l’utilizzo delle risorse grafiche e di tutte le configurazioni.

VMware Fusion Pannello controllo VM
VMware Fusion Pannello controllo delle VM in fase di utilizzo

Al termine avete sul vostro Mac l’ultima versione del sistema operativo Microsoft, perfettamente configurato e con visualizzazione grafica Retina, con l’unica eccezione di un effetto smooth dei caratteri un po’ meno accentuato e piacevole, ma la risoluzione del display sarà la medesima. Collegate tutte le periferiche che volete al vostro Mac e saranno ok! Anche quelle che hanno i driver solo per Windows, perché oramai avete anche Windows sul Mac, senza problemi. Ma siccome l’usability del Mac è uno dei motivi per cui avete scelto il Mac, nell’utilizzo di barre di scorrimento, apertura finestre, etc. farete come avete sempre fatto, cioè con le gesture del Mac.

Lo diciamo in modo molto semplice, dopo aver a lungo provato sia Coherence (Parallels) sia Unity, il nostro modo preferito di utilizzare le VM è ora proprio quello di tenere separati gli ambienti, con i vantaggi dell'”osmosi” da utilizzare solo all’occorrenza. E ugualmente, se dovessimo consigliare una soluzione di virtualizzazione per Mac, partiremmo prima di tutto valutando il contesto di utilizzo. Indubbiamente per un utilizzo da neofiti, oppure in quei contesti dove la VM è prevista in relazione all’attività di un singolo utente pensiamo che Parallels Desktop resti una soluzione più amichevole. In un contesto di lavoro di gruppo, in azienda, laddove è prevista l’integrazione in un sistema e l’infrastruttura tutta va verso la virtualizzazione, può fare gioco la soluzione VMware, ma a questo punto tanto vale indirizzarsi sulla versione Fusion Pro. Dal punto di vista delle mere possibilità tecniche i due sistemi possono essere considerati equivalente nell’80-90 percento delle modalità di utilizzo.

Di VMware Fusion si può apprezzare il sistema per la migrazione del proprio vecchio PC, virtualizzato all’interno del Mac, collegando mac e pc e installando sul pc un semplice tool. Anche Parallels prevede un sistema simile di migrazione, e a sua volta la proposta Parallels pone maggiore enfasi anche sulla disponibilità di un’app mobile dedicata. Nell’ecosistema VMware esistono ovviamente app mobile per la gestione delle infrastrutture virtualizzate (basti pensare a Horizon), ma in ambito consumer il presidio non è così ben marcato come per strategia ha scelto Parallels. In VMware, proprio per la sua natura è invece più marcata ed evidente l’importanza di tool come la gestione degli Snapshot e il controllo permanente sull’hardware.

VMware Fusion 7 per un Mac costa 59 euro (in occasione di Black Friday si trova a 42 euro). Parallels Desktop 10 costa invece quasi 80 euro ma offre in bundle una serie di software aggiuntivi.

 

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