Voce più video, il telefono Ip di Cisco

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La nuova soluzione si chiama Cisco video telephony advantage, sfrutta
l’architetturaAvvid

Cresce la telefonia Ip di Cisco Systems e diventa anche video. Danilo Ciscato, direttore business development e Gianluca Ferrè, business development manager Ip communications di Cisco Systems in Italia, illustrano come grazie alle infrastrutture Ip sia possibile attuare un processo di arricchimento e miglioramento delle comunicazioni. Ciscato sottolinea la rapidità, citando dati rilevati da Yankee group, con la quale il Voice over Ip si sta diffondendo presso le imprese europee: “Oggi sono il 39% le aziende che dispongono già di soluzioni voce sulle loro reti, un ulteriore 37% ha dichiarato di volerle adottare entro al fine di quest’anno. La maggior parte di questi utenti, il 69%, afferma che il motivo principale che li ha spinti a questa scelta è da identificarsi con la riduzione dei costi operativi”. Per favorire questo processo Cisco ha messo a punto un programma, denominato Cisco Capital, per finanziare le imprese che intendono adottare soluzioni di telefonia Ip. Cisco Capital propone soluzioni altamente flessibili a costi che vengono calcolati per singola postazione su base mensile e coprono tutte le funzionalità di comunicazione sia voce sia dati. Il video La nuova soluzione si chiama Cisco video telephony advantage, sfrutta l’architettura Avvid (Architecture for voice, video and integrated data) messa a punto dalla società e permette di associare la trasmissione video alle telefonate. Il sistema opera congiuntamente al nuovo Cisco Callmanager, giunto alla versione 4.0, che mette a disposizione di chi effettua una videotelefonata tutte le funzionalità normalmente disponibili per una chiamata solo voce: tasto di attesa, trasferimento di chiamata, conferenza. Il sistema funziona sia tramite appositi dispositivi, telefoni Ip dotati di schermo, sia appoggiandosi a un personal computer o perfino a un tradizionale sistema di videoconferenza. L’esperienza Roche In occasione della presentazione delle nuove funzionalità video, Cisco ha chiesto a un suo cliente di illustrare i vantaggi derivanti dall’implementazione di una soluzione di Voce su Ip. Luigi Romanelli, responsabile delle infrastrutture tecnologiche della casa farmaceutica Roche descrive l’esperienza che la società svizzera ha voluto fare partendo dal nostro Paese dove è presente in quattro località: a Milano dove c’è la sede legale, a Segrate con una fabbrica, a Monza con gli uffici e magazzino e a Roma con un centro per la raccolta degli ordini provenienti dalle regioni del centro e del sud del Paese. Roche fattura in Italia oltre un miliardo di euro (dato relativo al 2002) e impiega 1856 persone che operano in due società: Roche che si occupa di farmaci e prodotti da banco e Roche Diagnostics che realizza apparecchiature biomedicali e per l’autodiagnosi. “Avevamo alcuni problemi da risolvere – spiega Romanelli -. Disponevamo di due diverse tipologie di centralino telefonico nelle sedi di Monza, Segrate e Milano, quindi con due contratti diversi di manutenzione. Avevamo già una linea ad alta capacità per i dati che collega le sedi lombarde e ci trovavamo a fare chiamate interurbane da un ufficio all’altro, avevamo la necessità di avere un unico numero da comunicare al pubblico per contattarci, quella di integrare un sistema Crm per gli informatori scientifici del farmaco e l’esigenza di avere una visione maggiormente dettagliata degli effettivi costi telefonici”. Romanelli ha preso in esame tutte queste esigenze e le possibili alternative tecnologiche. La scelta si è orientata sul passaggio in blocco a un sistema di voce su Ip. “Uno degli elementi indispensabili per gestire queste operazioni è che la gestione delle comunicazioni telefoniche ricada nelle responsabilità della divisione che si occupa dei sistemi informativi. E’ anche fondamentale il supporto del management così come le azioni volte a comunicare a tutta l’azienda le ragioni e i tempi di evoluzione del progetto”. Il progetto, che Roche ha battezzato Elvis, acronimo di Enhanced local voice integrated system, è partito nel 2002 e ha già portato considerevoli risparmi. “Senza considerare i costi delle telefonate e i benefici in termini di estensione delle funzionalità, due risparmi che dobbiamo ancora quantificare – afferma il responsabile delle infrastrutture tecnologiche -, abbiamo ridotto i costi di gestione dell’infrastruttura portandoli da oltre un milione di euro a poco più di 960mila euro”. Il tutto senza che si siano riscontrati cali nella qualità delle comunicazioni e senza problemi significativi per gli utenti. Ora Romanelli è al lavoro per collegare al sistema anche la sede di Roma, per avviare applicazioni a supporto del telelavoro e per integrare il software di billing. “I risultati sono così positivi che in Svizzera stanno mettendo a punto un programma per estendere anche ad altri Paesi ciò che abbiamo realizzato in Italia”, conclude Romanelli.

Autore: ITespresso
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