Web 2.0: evoluzione hi-tech o marketing?

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Microsoft scommette su Windows Live. Flickr e Yahoo! promuovono l’interattività sempre più spinta. Il linguaggio Ajax è uno dei mattoni della collaborazione in Rete e Google sembra il profeta del nuovo Web: ma c’è chi dice che il Web 2.0 non è poi tanto diverso dai suoi esordi

Da mesi non sentiamo che parlare di Web 2.0. La società di ricerca Gartner è stata categorica: chi non saprà cogliere le opportunità del Web 2.0 rischia di rimanere tagliato fuori dal nuovo Rinascimento di Internet, trainato dal Nasdaq. Ma cosa sia esattamente il Web 2.0, la seconda versione del World Wide Web, nessuno sa dirlo con precisione. Alla base del Web 2.0 è innanzitutto un approccio

volto alla politica collaborativa, social networking e all’interattività. I siti del cosiddetto Web o Internet 2.0 hanno un’architettura, basata su Ajax o semplice tecnologia DHtml, che li fa funzionare come applicativi desktop. L’Ajax è Asynchronous JavaScript and XML e mette l’accento sull’asincronia. Ma, secondo il pensiero corrente, è Web 2.0 la svolta Live di Microsoft, con i servizi online (che spaziano dalla posta elettronica alla messaggistica fino al portale per la salute) e i software su Web (la famiglia Office Live) che, senza installare nulla, si affiancano i programmi classici. Ma Windows Live di Microsoft, a sua volta, non è che la risposta online del colosso di Redmond alla sfida di Google che, da Desktop search a Gmail (con interfaccia in linguaggio Ajax), fino ai programmi online in stile produttività, sta innovando l’interazione con il Web. Cos’è dunque il Web 2.0? Tim Berners-Lee, il padre del Web, in un podcast dell’Ibm è stato sarcastico e ha recentemente affermato che: “il Web 1.0 voleva consentire alle persone di comunicare. Uno spazio interattivo. Credo che il Web 2.0 sia piuttosto una forma di slang, nessuno sa cosa significhi“. Il dubbio che, più di un’evoluzione, si tratti di semplice marketing, è lecito. Il dinamismo e l’interattività di siti come Flickr di Yahoo o AjaxWrite, che propone un Office alternativo online, propende invece per un’evoluzione reale del Web: la Rete matura e, dai blog al social network, dai Podcast ai siti collaborativi, promuove un’interattività sempre più spinta. Nel frattempo MySpace scopre il file sharing e entra nella musica online, gratuita e sostenuta dalla pubblicità, Microsoft corteggia Yahoo, eBay entra nell’orbita di Google in nome del VoIp e dell’advertising online: insomma, Internet non sta ferma e cresce, cercando nuovi mercati e maggiore interazione con l’utenza finale. Rispondendo alla domanda, cosa sia dunque il Web 2.0, la verità forse sta nel mezzo: stiamo vivendo una fase di transizione, dal Web classico dei primi ipertesti a quello più dinamico di oggi, e nessuno ancora sa cosa ci riservi il futuro. Nel frattempo, cogliamo le opportunità del cosiddetto Web 2.0, finché la Rete non saprà stupirci con un nuovo hype, ancora più flessibile e collaborativo di quello attuale.

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