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Web 2.0 Expo fa il punto

Nel suo keynote, Tim O'Reilly ha chiesto più realismo ai protagonisti del Web 2.0 in questa nuova era di crisi a Wall Street: il Web 2.0 deve diventare una utility, non solo divertimento

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Solo poche settimane fa le start up del Web 2.0 si divertivano a leggere il borsino del social networking , ma ora i tempi son o cambiati: il crac di Lehman Brothers, le nazionalizzazioni in corso per salvare giganti bancari e assicurativi, dimostrano che il “tempo delle vacche grasse è finito”, almeno per ora. Nel suo keynote a Web 2.0 Expo, Tim O’Reilly ha chiesto più realismo ai protagonisti del Web 2.0 in questa nuova era di Wall Street. Tim O’Reilly ha detto che si sta vivendo in una bolla : non una bolla di investimenti, ma una bolla vera. Il guru del Web 2.0 ha criticato applicazioni come Facebook SuperPoke e iBeer su iPhone. Si dovrebbe parlare di global warming, declino Usa nella tecnologia, e invece ci si diverte: e il rischio è di creare meno valore di quanto si creda.

Il mantra che tutti ripetono all’Expo è: il Web 2.0 deve diventare una utility, non solo divertimento. E infatti Ibm sta mettendo il social network al microscopio: nasce IBM Center for Social Software. Il micro-blogging avanza: Present.ly è un Twitter per il business e sfida Yammer. All’Expo di New York si è parlato di engagement advertising, destinato ai social-media, e di viral marketing, recuperando il concetto Underground di Meme. Intanto, si spera in tempi migliori per le start-up del Web 2.0.

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