Web Fountain: un motore di ricerca "intelligente"

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L’IBM gioca la carta dell’intelligenza artificiale per monopolizzare il mercato dei motori di ricerca.

NEW YORK – L’IBM, la nota società leader nel settore dell’informatica, ha messo a punto il primo motore di ricerca ‘intelligente’, che verrà messo in vendita entro la fine di quest’anno. Si chiama WebFountain e, assicura l’azienda produttrice, rivoluzionerà lo stesso concetto di ricerca sul web. Il software permetterà infatti alle aziende di identificare, analizzare e valorizzare le nuove e molteplici opportunità di business offerte dalla rete in maniera più rapida e conveniente. WebFountain, in pratica, può essere considerato un surrogato dell’opinione pubblica e si differenzia dagli attuali motori di ricerca per la sua ‘democraticità’: gli strumenti adottati oggi per le ricerche sul web sono infatti molto spesso condizionati dai soldi di chi paga per comparire nelle prime posizioni (si parla di introiti per 2 miliardi di dollari per il solo 2003). L’approccio di WebFountain, concepito inizialmente per l’industria musicale, all’analisi dei testi invece, e’ multidisciplinare: la tecnologia messa a punto da IBM e’ in grado di leggere e capire il testo del Web, usando un linguaggio naturale per trovare le correlazioni tra le parole. Il nuovo strumento di ricerca e’ capace di analizzare milioni di dati a settimana e permette di identificare tendenze, schemi e relazioni all’interno di enormi quantità di dati testuali semistrutturati e non strutturati. Le aziende cosi’ possono conoscere la reazione del mercato al loro prodotto, collezionando in pochi minuti informazioni impossibili da scovare con i tradizionali metodi manuali. Il processo di reperimento dei dati coinvolge infatti milioni di siti web, miliardi di pagine testuali. Le fonti usate, grazie agli accordi di IBM con partner esterni, sono tantissime e spaziano dalle pagine Internet ai weblog, dai documenti aziendali ai newsgroup. Una bella sfida quella che l’IBM inizierà già da quest’anno con un motore di ricerca per il quale ha investito oltre 100 milioni di dollari: un investimento enorme, nella considerazione che i tradizionali motori di ricerca richiedono costi decisamente inferiori e possono contare sugli introiti derivanti dalla pubblicità. Ma stando alle previsioni i risultati di WebFountain dovrebbero essere eccezionali e c’è da giurarci che non tradiranno le attese. L’IBM ha deciso di puntare tutto sull’intelligenza artificiale e l’aspirazione a tale “forma” di intelligenza e’ vecchia quanto la capacita’ dell’uomo di riflettere su se’ stesso, sul mondo che lo circonda e sul suo modo di percepirlo e di modificarlo. Sin da quando ha avuto mezzi tecnici sufficienti, l’uomo si e’ dedicato alla costruzione di macchine e meccanismi capaci di simulare un comportamento intelligente. Tuttavia e’ solo da poco tempo che sono disponibili le tecnologie adeguate per lo sviluppo di sistemi intelligenti cosi’ che, quasi simultaneamente, si e’ giunti nei paesi avanzati a considerare di fondamentale importanza l’ intelligenza artificiale ed i sistemi esperti in particolare. Lo studio dell’intelligenza artificiale e’ senz’altro uno dei campi più stimolanti che si e’ sviluppato dall’avvento della tecnologia dei computer. Esso coinvolge varie e diverse discipline, come ad esempio la filosofia della mente, la psicologia cognitiva, la linguistica, oltre alla fisica, alla matematica e ad altri campi della scienza e della meccanica relativi specificamente alla realizzazione delle macchine. Parallelamente agli sviluppi della c.d. informatica “classica”, che studia algoritmi e sequenze di istruzioni e procedure, si e’ sviluppata una ricerca per tentare di simulare ed emulare attraverso i computer alcuni dei comportamenti ritenuti caratteristici dell’intelletto umano. Questa ricerca ha preso il nome di Intelligenza Artificiale. StudioCelentano.it

Autore: ITespresso
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