Web Tax, dietrofront in Legge Stabilità

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Ritorna lo spettro della WebTax
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La Web Tax sarebbe stata neutralizzata. Deciderà l’Europa: quindi è probabile che la norma introdotta verrà sospesa

Passa l’ordine del giorno contro la WebTax. Prima la norma era stata modificata: depennato l’e-commerce, rimaneva la Spot Tax anti Google. La WebTax infatti imponeva non più l’obbligo di aprire partita Iva per il commercio elettronico diretto o indiretto, ma solo per la vendita di pubblicità online e diritti d’autore. Tuttavia, dopo la pioggia di critiche, il governo si è impegnato a “notificare la norma alla commissione europea come previsto da direttiva 98/34/CE e ad intraprendere ogni iniziativa urgente utile ad evitare che la norma introdotta procuri un danno anche solo indiretto allo sviluppo dell’economia digitale nel nostro paese”. Dunque è probabile che la norma verrà sospesa a causa degli effetti nefasti della norma introdotta, fra l’altro, in uno dei Paesi più arretrati in tema di digitale in Europa.

Secondo Eurostat il 34% degli italiani non ha mai navigato su Internet. Inoltre l’Italia è fanalino di coda in Europa nell’e-government: peggio di noi fa solo la Romania.

Nella UE in media il 41% degli europei usa l’e-gov e naviga in Rete per interagire con le pubbliche amministrazioni. Ma in Italia tale percentuale si ferma appena al 21%: peggio di noi fa solo la Romania. In testa sono i danesi con l’85%, seguiti dagli olandesi (79%), svedesi (78%), finlandesi (69%), francesi (60%), tedeschi (49%) e spagnoli (44%).

Nel 2013, il 79% delle famiglie europee naviga su internet e il 76% è connesso in banda larga (contro 55% e il 42% del 2007). Solo il 21% dei cittadini europei dichiara di non aver mai avuto accesso alla Rete (contro il 37% del 2007), ma in Italia la percentuale schizza al 34% di italiani “luddisti” e tecnofobi.

La cosiddetta “web-tax” rischia di essere un clamoroso autogol per il nostro Paese – commenta Riccardo Donadon, Presidente di Italia Startupcome associazione che rappresenta l’ecosistema delle piccole e giovani imprese innovative, non possiamo che osteggiare una manovra che di fatto rischia di tagliare fuori l’Italia dal resto del mondo digitale. Sul delicato tema della tassazione relativa ai soggetti che operano su internet è infatti attivo da tempo un tavolo europeo chiamato a esprimere un provvedimento armonico e valido per tutti i paesi membri. Muoversi come singolo stato membro in modo anticipato e distonico rispetto alle future decisioni europee, ci può penalizzare molto. Rischiando di allontanare dal nostro Paese molte aziende che forniscono agli startupper, e più genericamente a tutte le aziende che hanno capito quanto importante sia innovare, strumenti e metodi per implementare le loro idee. E quindi di distogliere investimenti internazionali importanti, proprio ora che il Governo ha appena promosso il programma Destinazione Italia, mirato ad attrarre sia risorse umane che risorse economiche dall’estero“.

La Web Tax non poteva essere affrontata da un solo Paese, in maniera così approssimativa e superficiale. Anzi: l’Italia avrebbe rischiato una procedura d’infrazione da parte della Commissione Europea secondo Forbes. L’American Chamber of Commerce in Italia, che rappresenta 200 Camere di commercio statunitensi, avrebbe chiesto di aprire una procedura d’infrazione da parte della Commissione Europea a carico dell’Italia.

Ora, la legge inutile, dannosa e in grado di marginalizzare l’economia digitale italia, sembra essere neutralizzata. Fino al prossimo capitolo? Vedremo, ma intanto pare che il governo sia disposto ad accogliere l’ODG nei prossimi giorni, mettendo in standby l’applicazione della spot-tax con un decreto, prima di rischiare na procedura di infrazione comunitaria con condanna al pagamento della relativa sanzione. Ovviamente terremo gli occhi aperti, visto che le aziende che rischiano la spot-tax non sono solo Google e eBay, ma anche l’olandese Booking.com, Expedia, Tripadvisor, Twitter e Facebook e i grandi marchi – anche brand del made in Italy – che investono in advertising online per migliorare l’export.

Iab Forum stima il mercato dell’advertising online in crescita del 7,7% nel corso 2013 con un fatturato da 1,53 miliardi di euro.

 

La Legge Stabilità riformula la Web Tax
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