Webcasting, la RIAA propone nuove royalties

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La DiMA e la RIAA si sono accordate giovedì sulla proposta di royalties che i servizi di radio su Internet dovrebbero pagare alle compagnie discografiche per la trasmissione via web dei loro brani.

La proposta, presentata al Copyright Office degli Stati Uniti, prevederebbe che importanti compagnie presenti su Internet, come America Online, Microsoft, Yahoo e RealNetworks, corrispondano 0,0726 centesimi di dollaro per ogni brano musicale trasmesso sul web attraverso i loro servizi radio. Si tratta di un aumento percentuale rispetto ai 0,07 centesimi per brano decisi lanno scorso dalla Librarian of Congress. Il costo di 0,0726 centesimi, come anche i 1,17 centesimi per il totale delle ore, copre le trasmissioni individuali per servizi con o senza sottoscrizione. Lindustria discografica dovrebbe ricevere inoltre il 10,9% dei profitti provenienti dalle sottoscrizioni, non meno comunque di 27 centesimi al mese per sottoscrizione. La proposta, che deve ancora essere definitivamente approvata, non toccherà i più piccoli webcaster, come le stazioni radio dei college o le start-up. Il Congresso ha approvato a novembre scorso un disegno di legge che offre ai webcaster più piccoli e non-profit condizioni di pagamento delle royalties sostanzialmente più vantaggiose. Nonostante laccordo, la conclusione non è stata gradita allunanimità. La DiMA, che si è occupata di negoziare la proposta a beneficio dei colossi di internet, lha giudicata come una pezza che consentirebbe di ottenere milioni di dollari di tasse legali che deriverebbero dallesito del processo di arbitrato con il Copyright Arbitration Royalty Panel, commissione speciale creata dal DMCA (Digital Millennium Copyright Act). Il CARP è stato ampliamente contestato in quanto avrebbe imposto tasse esorbitanti per i webcaster, (un webcaster che raggiungesse decine di migliaia di ascoltatori dovrebbe corrispondere migliaia di dollari al giorno), uccidendo di fatto le radiostazioni sul web, o come minimo impedendo loro di trasmettere qualsivoglia brano di musica protetto dal diritto dautore. I webcaster rimangono in notevole svantaggio rispetto alle radio terrestri per il fatto di dover pagare royalties carissime per brani che i broadcaster hanno gratuitamente, e inoltre il processo di arbitrato che determina queste royalties necessità urgentemente di essere riformato ha affermato John Potter, direttore del DiMA.

Autore: ITespresso
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