Websense fotografa lo scenario attuale dell’e-crime

Sicurezza

L’azienda con un sondaggio rivela i nuovi volti del crimine informatico

Le maggiori minacce alla sicurezza provengono dall’interno delle organizzazioni e gli esperti di e-crime ne attribuiscono la responsabilità ai CdA. Lo rivela un sondaggio di Websense. La società specializzata nella sicurezza, ha interrogato i partecipanti a un importante congresso sull’e-Crime che si è tenuto a Londra lo scorso marzo, scoprendo cose molto interessanti sulla percezione del problema sicurezza da parte degli esperti in materia.Il 45% degli esperti informatici ha affermato che la principale minaccia per i dati di un’organizzazione proviene dall’interno. Solo il 10% degli intervistati ritiene però che tale tipologia di rischio sia collegabile a violazioni della sicurezza volutamente perpetrate dai dipendenti. La maggioranza (74%) pensa piuttosto che la responsabilità di una protezione insufficiente sia dei consigli d’amministrazione, mentre il 21% ritiene che sia dei dipartimenti IT. Solo l’11% degli esperti di e-crime si è detto convinto che, invece, le minacce maggiori arrivino dall’esterno, sotto forma di hacker e cybercrime organizzato. Il restante 44% del campione attribuisce ugual peso alle minacce interne e a quelle esterne. Il 74% degli esperti intervistati, inoltre, ritiene che le leggi attuali siano inadeguate per proteggere dall’e-crime e il 64% vorrebbe che fossero potenziate. Il 60% del campione vede però difficile l’attuazione di una normativa più stringente. Tra le ragioni citate: insufficienti risorse per la repressione dell’e-crime (46%); carenza di collaborazione tra le diverse giurisdizioni (38%); tendenza a non rendere pubblici gli episodi di violazione della sicurezza (28%); leggi non sufficientemente specifiche (28%). Il sondaggio ha inoltre evidenziato come solo l’8% degli esperti di e-crime ritenga che l’azienda media attui un approccio di tipo preventivo alla sicurezza, mentre il 59% si è detto convinto che la tendenza sia prevalentemente di tipo reattivo.Ben il 74% del campione, infine, ritiene che normative sulla compliance come Basilea 2 e Sarbanes Oxley abbiano giocato un ruolo positivo per il potenziamento di investimenti e misure per la sicurezza.

Autore: ITespresso
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