Webtrends, l’ora migliore per inviare l’email marketing è la tarda serata e il weekend

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Webtrends disegna le tendenze che i retailer dovrebbero seguire al fine di passare da un email marketing di massa all’implementazione di campagne intelligenti con messaggi marketing rilevanti. Ecco le linee guida

Webtrends afferma che è la tarda serata e il fine settimana il periodo migliore per lanciare l’email marketing. Inoltre, i retailer dovranno tenere presente i feedback negativi dei consumatori/clienti al fine di anticipare le mosse in una successiva attività e, infine, lanciare campagne mail ottimizzate per i dispositivi mobili. Sono queste alcune delle tendenze che i retailer dovrebbero seguire al fine di passare da un email marketing di massa all’implementazione di campagne intelligenti con messaggi marketing rilevanti. Sono questi i consigli di Webtrends.

Per i consumatori, entrare nella mailing list di un’azienda può essere un’arma a doppio taglio. Se, da un lato, ricevono sconti, novità di prodotto e annunci via email, dall’altro, potrebbero essere bombardati da email irrilevanti, che rischiano di fare perdere i messaggi che veramente interessano.

Per il marketing, tuttavia, trattenere chi si iscrive a una mailing list è essenziale. Spedire messaggi di massa uguali per tutti è facile, ma è anche probabile che ciò infastidisca gli utenti riducendo la probabilità che leggano altri messaggi in futuro.

Tom Waterfall, Webtrends
Tom Waterfall, Webtrends

Un’indagine sull’email marketing effettuata da SilverPop nel 2012, indica che l’offerta di prodotti e servizi consumer è quella che riceve il più alto tasso di unsubscribe (27% e 25% rispettivamente). I tre settori più “accusati” di spam risultano essere quello dei viaggi e tempo libero (1,10%), dei prodotti consumer (0,9%) e dei servizi consumer (0.8%). Mai come oggi è stato così importante sapere usare le conoscenze acquisite sui consumatori per confezionare il contenuto più adatto a ciascuno.

Tradizionalmente, le aziende prendono in considerazione uno o due dei tre fattori chiave per il coinvolgimento dei clienti online: chi è il consumatore: dati demografici, genere, regione, affidabilità, cliente nuovo o esistente; cosa ha fatto in passato (dati storici): dove ha navigato, azioni compiute online, acquisti effettuati e la situazione attuale (in tempo reale:) ad esempio dispositivi usati, posizione geografica, ora del giorno, percorso compiuto sul sito.

La personalizzazione contestuale permette ai brand di osservare simultaneamente tutti i tre fattori, fornendo un’analisi approfondita del comportamento del cliente e dei dati in tempo reale per offrire un’esperienza rilevante e basata sulle esigenze di ciascun cliente”, afferma Tom Waterfall, Director Optimisation Solutions, EMEA & APAC di Webtrends. “Usando queste informazioni dettagliate, le aziende possono rispondere in modo appropriato per offrire al cliente esattamente ciò che desidera quando lo desidera, per mezzo di email istantanee mirate, targetizzazione online o, sempre più frequentemente, grazie a un’esperienza multicanale in tempo reale.”

In sintesi, ecco i punti chiave per i retailer 

Considerare l’accessibilità multi-dispositivo. Il 48% delle email viene aperto su dispositivi mobili. E’ quindi fondamentale lanciare campagne email ottimizzate per questi dispositivi per non correre il rischio di perdere consumatori e vedere diminuire il tasso di click-through.

La tempestività è tutto. Le aziende devono sapere quando lanciare i messaggi promozionali per differenziarsi dai concorrenti. L’ora del giorno è un elemento fondamentale e le aziende dovrebbero identificare i momenti di picco di traffico mobile per essere certe di ottimizzare i contenuti mobili in quelle fasce orarie. Una recente indagine effettuata da Experian, indica che la tarda serata e i fine settimana sono i momenti migliori per l’email marketing in quanto vi è meno concorrenza e i tassi di apertura sono superiori.

Ogni messaggio deve avere un fine. Le aziende devono sempre tenere presente che ogni messaggio lanciato deve avere uno scopo, che si tratti di engagement, fornire informazioni o call to action.

Raccogliere feedback. Se un consumatore non intende più ricevere informazioni da un brand, un semplice questionario può fornire importanti indicazioni sui motivi della  sua decisione. Le aziende possono usare questi feedback per migliorare le proprie iniziative di marketing, sia a vantaggio degli altri abbonati sia per disegnare strategie più efficaci in futuro.

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