WiFi gratuito: ma chi paga?

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Le reti WiFi gratuite sovvenzionate dalla Pa, dilagano nelle città e in provincia. Ma AssoProvider fa i conti in tasca alla Pubblica Amministrazione

Solo nelle ultime settimane abbiamo scritto di WiFi gratis a Venezia e in Provincia di Milano . Il WiFi è gratuito per i residenti a Venezia e lo sarà anche in Provincia di Milano.

Si tratta in generale di lodevoli iniziative, volte ad azzerare il Digital Divide, oppure incrementare il turismo. Ma alcuni roboanti proclami hanno messo la pulce nell’orecchio di AssoProvider, che ha deciso di fare i conti della serva: se il WiFi è gratis, chi paga? Lo sa il cittadino quanto paga indirettamente e a chi?

Assoprovider spiega: “Ribadisce che il contributo economico pubblico che le PA vogliono dare per abbattere il Digital Divide del proprio territorio non deve agevolare un operatore economico a discapito di un altro ma deve essere l’occasione per creare infrastrutture “intermedie” (wholesale) utilizzabili da qualsiasi operatore alle medesime condizioni economiche: solo così vi è la certezza della sua efficienza ed efficacia”.

E conclude: “In caso contrario è facile che divenga l’ennesima occasione di arricchimento dei soliti noti a danno delle piccole aziende legate al territorio La soluzione per risolvere, anche con il contributo economico della collettività, le problematiche di Digital Divide esiste e si chiama che realizzano infrastrutture senza godere di alcun aiuto PUBBLICO con evidente distorsione del mercato e/o, peggio ancora, col rischio di gestioni economiche oscure.gestione wholesale disaggregata con accesso non discriminatorio per tutti gli operatori“.

Autore: ITespresso
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