WiFi libero, a che punto siamo con l’addio al Decreto Pisanu

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Il ministro dell’interno Roberto Maroni ha depositato un Decreto Legge in Senato per abrogare l’articolo 7 del Decreto Pisanu. Vediamo che cosa cambia dal primo gennaio

Il disegno di legge n. 2494 dovrebbe stringere i tempi sulla liberazione del WiFi. Il ministro dell’interno Roberto Maroni ha depositato un Decreto Legge in Senato per abrogare l’articolo 7 del Decreto Pisanu. Il Disegno di Legge si intitola “Nuove disposizioni in materia di sicurezza pubblica”

Annunciata in pompa magna, ma complicata dalla realtà italiana, la liberazione del WiFi procede sui binari parlamentari e con i tempi (mai celeri) di Camera e Senato. La data promessa del primo gennaio è ormai dietro l’angolo, ma verrà in parte disattesa: il fatto che il Ddl sia stato depositato in Senato, non significa che l’iter parlamentare sarà veloce né che ottenga una corsia preferenziale entro la fine dell’anno. Facciamo dunque il punto su cosa cambia dal primo gennaio.

Sembra però che il Ddl contenga misure meno penalizzanti rispetto al vecchio articolo 7: infatti si parla di “appesantimenti burocratici dovuti a fotocopiature e archiviazioni dei documenti degli utenti” tra gli elementi che disincetivano fortemente lo sviluppo delle nuove tecnologie e degli strumenti del web“.

Cosa accadrà dal primo gennaio? Dal 2011, se non verrà rinnovato (ma non sembra che nessuno lo voglia prorogare), scadrà il comma del Decreto Pisanu che contiene l’obbligo a richiedere la licenza in Questura per offrire accesso WiFi; ma sarà poi il parlamento con i suoi tempiu a indicare la normativa per superare il Decreto. Anche perché in Italia si teme che la liberalizzazione del WiFi corrisponda a un incremento dei crimini online: “Nel dibattito parlamentare potranno essere esaminati e approfonditi tutti quegli aspetti necessari al superamento del «decreto Pisanu» nella prospettiva di pervenire ad un giusto equilibrio tra la libertà di comunicazione, lo sviluppo della new economy e idonei standard di sicurezza”.

Il WiFi in Italia non è libero
Il WiFi in Italia non è ancora libero
Autore: ITespresso
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