WiFi libero, verso l’addio al Decreto Pisanu

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Il ministro Brunetta dice che il Decreto Pisanu, che in Italia ha frenato lo sviluppo del WiFi libero, è alle battute finali. Venerdì sarà il giorno della verità?

Il WiFi sta per essere liberalizzato. Lo ha promesso il ministro dell’Innovazione e della PA Renato Brunetta, a margine del convegno “La sfida Europa 2020“, svoltosi al Futur Center Telecom Italia di Venezia. L’Italia sta per entrare nell’era wireless, dando l’addio al Decreto Pisanu, sconfessato per altro dallo stesso ex ministro. Il Decretato, scritto sotto dettatura dalla paura degli attacchi terroristici di Londra del 2005, si è rivelato inutile sotto il profilo della sicurezza, ma soprattutto troppo restrittivo e repressivo nell’era di smartphone wireless, iPad e tablet.

In Italia le province più “avanzate” sono quella di Roma, Venezia, Pordenone, la Lombardia, Verona e il comune di Firenze. Anche McDonald’s diventerà il fast-food in salsa WiFi gratis. In Italia i possessori di iPad e di Samsung Galaxy Tab devono accontentarsi di poco più di 1731 postazioni Wi-Fi gratuite (forse 4.806), mentre gli utenti statunitensi possono sbizzarrirsi con 70mila hot-spot gratuiti. La Francia ha cinque volte tanto dell’Italia.

Ormai la modifica del Decreto Pisanu sembra alle battute finali: la proposta, che porta la firma di Paolo Gentiloni (PD), Linda Lanzillotta (capo del Dipartimento della Pubblica Amministrazione) e Luca Barbareschi (FLI), coinvolge politici di ogni schieramento, e chiede di annullare il Decreto (che necessita di proroga annuale).

Negli Usa Fcc ha appena varato il superWiFi con le frequenze Tv (liberate dall’analogico allo switch-off digitale), e in Italia il neo ministro Paolo Romani ha detto sì ma senza andare oltre, l’Italia è in pieno medioevo wireless. Ma forse tra un po’ volteremo pagina: anche il ministro Brunetta dice che quel Decreto non ha più senso. Forse venerdì la sospirata decisione.

Fcc vara il SuperWifi, ma in Italia il WiFi non è libero
Fcc vara il SuperWifi, ma in Italia il WiFi non è libero
Autore: ITespresso
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