WikiLeaks e la carica dei 390 mila report segreti sul’Iraq

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WikiLeaks rivela centinaia di migliaia di report segreti sulla guerra in Iraq. Ancora una vola il sito dà la sveglia al giornalismo “embedded”

WikiLeaks ci riprova, ed è di nuovo choc con le rivelazioni dal fronte Iraq (il mondo anglosassone inorridisce per la descrizione dell’uccisione di una bimba irachena e l’uccisione di un italiano a Nassiriya per fuoco amico). Dopo i file dall’Afghanistan, ora tocca alla guerra in Iraq perdere lo status di “segreto”: 391.832 report sono stati svelati dal sito WikLeaks.

Il sito collaborativo, paladino della libertà di stampa, funziona così: chi vuole può mandare documenti altrimenti destinati a restare segreti, ma WikiLeaks non pubblica tutto: prima verifica (e non mette online dati privati).

Sul Web questa volta è finito ‘The Iraq War Logs’, con una valanga di documenti su guerra e occupazione in Iraq dal primo gennaio 2004 al 31 dicembre 2009. Il Pentagono ha più volte chiesto al sito di cessare questa pubblicazione, ma WikiLeaks ha ignorato l’ “invito”.

The Guardian ha reportato che il vice primo ministro inglese Nick Clegg ha chiesto un’indagine basdata sui report rivelati da WikiLeaks. A metà strada tra la nuova frontiera del giornalismo 2.0 e l’info-vandalismo, WikiLeaks torna a far tremare il Pentagono e i palazzi del potere di Washington. Iain Overton, editor del Bureau of Investigative Journalism, ha detto a Newsweek che la sua organizzazione non-profit ha lavorato e collaborando con Wikileaks, TV e stampa per il nuovo rilascio di documenti Top secret.
Finanziato con donazioni (lo scorso inverno versava in difficoltà economiche), Wikileaks sta assumendo il ruolo del sito paladino della libertà di stampa. File pubblicati su WikiLeaks che hanno mostrato la fragilità di una banca islandese, hanno innescato la crisi finanziaria del paese nordico. Tramite questo sito è stato rivelato il Rapporto Caio, sul Digital divide italiano, e l’attacco di un elicottero americano a Bagdad in cui vennero uccisi 12 civili, tra cui due dipendenti dell’agenzia Reuters. Da sempre WikiLeaks, fondato da Julian Assange, capo di Wikileaks, svela i segreti scomodi.

Julian Assange di WikiLeaks
Julian Assange di WikiLeaks

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