WikiLeaks svela che fu Pechino a condurre il cyber attacco contro Google

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Questa nuova montagna di file mette a nudo la verità sull’intrusione subìta da Google ed altre 34 aziende della Silicon Valley. Dietro agli attacchi, la Cina

L’ultima fuga di notizie promessa da WikiLeaks è stata definita “l’11 settembre della diplomazia“. Il sito hacker, guidato da Julian Assange, ha messo online 251.287 “cablogrammi diplomatici” spediti a Washington da: ambasciate, consolati e rappresentanze diplomatiche americane; più 8 mila “dispacci” fra il ministero degli Esteri Usa e le sue sedi diplomatiche.

Questa nuova montagna di file (la terza grande fuga di notizie, dopo i file sull’Iraq e sull’Afghanistan degli ultimi mesi) mette a nudo tanti episodi, tanti tic e manie degli uomini più potenti del mondo. Ma al mondo hi-tech svela anche un “segreto di Pulcinella“: l’attacco a Google dello scorso metà gennaio (un cyber attacco definito sofisticato dagli esperti di McAfee) sarebbe stato orchestrato dal cosiddetto politburo cinese.

Politici al vertice di Pechino avrebbero diretto un’intrusione informatica ai danni dei sistemi informatici di Google (e di altre 34 aziende strategiche della Silicon Valley), forse rubando anche segreti industriali. Il famoso attacco costrinse Google a un braccio di ferro con Pechino sul tema dei diritti umani, poi conclusosi con un compromesso (da cui, per altro, è uscita vincente la cinese Baidu: Google ha infatti perso market share in Cina, a favore del motore di ricerca locale). A rilevare le origini del cyber-attacco contro Google sarebbe stata una fonte cinese all’ambasciata Usa di Pechino, in un telegramma riservato reso pubblico da WikiLeaks. Lo si legge sulle anticipazioni fornite dal New York Times online.

L’attacco a Google era nell’ambito di una campagna di sabotaggio informatico condotta da agenti governativi, esperti privati, cracker e “cybercrime” reclutato dal governo cinese, che fin dal 2002 avrebbe avuto accesso al sistema informatico del governo Usa e dei suoi alleati occidentali.

Google.cn torna in Cina: pace fatta
Google.cn torna in Cina: pace fatta

WikiLeaks avrebbe consegnato al New York Times circa 250mila file, riguardati l’ultimo triennio di relazioni diplomatiche fra gli Usa e il resto del mondo.

WikiLeaks in home page chiede donazioni e  supporto economico ai lettori. Julian Assange, fisico ed esperto di crittografia forte, è accusato dalla Svezia di violenza sessuale. Dietro ai finanziamenti a WikiLeaks sarebbe la Fondazione intitolata a Wau Holland, uno dei massimi, visionari (e “francescani” come stile di vita) hacker del CCC (Caos computer club di Berlino).

Julian Assange di WikiLeaks
Julian Assange di WikiLeaks
Autore: ITespresso
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