Wikipedia aspira a diventare patrimonio Unesco

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Wikipedia blocca gli account mercenari

I tedeschi hanno candidato l’enciclopedia libera e collaborativa Wikipedia a entrare nella lista dei patrimoni culturali dell’Unesco

Mentre Jimmy (Jimbo) Wales di Wikipedia è all’e-G8 di Parigi, per parlare del “dividendo digitale” e del futuro di Internet, l’enciclopedia libera open source Wikipedia aspira a diventare patrimonio Unesco. L’enciclopedia collaborativa, forte di 18 milioni di pagine tradotte in 279 lingue, desidera che venga riconosciuto il proprio “valore culturale”. Già considerata affidabile quanto la prestigiosa Britannica, Wikipedia viene candidata dai tedeschi alla protezione del patrimonio Unesco.

Nei giorni scorsi Jimbo Wales ha presentato la sorella “minore”, Wikia, la versione con i banner pubblicitari, e con articoli che spaziano dalla serie Tv all’ultima sagasu grande schermo. Mntre Wikipedia punta a uno standard alto, Wikia gioca con la versione Pop.

Wikipedia ha da poco compiuto 10 anni (ha spento 10 candeline lo scorso 15 gennaio), con l’obiettivo di raggiungere in futuro il miliardo di utenti. Ecco i numeri di Wikipedia: fondata da Jimmy Wales nel 2001, Wikipedia è oggi il quinto sito più visitato al mondo, forte di 410 milioni di lettori al mese e 17 milioni di articoli in 270 lingue. Sono circa 1.800 gli “amministratori“, sempre volontari e senza retribuzione; e un anno fa ha smentito un esodo di contributors; Wikipedia raggiunse le 10.000 entry nelle prime sei settimane di vita e sono ricapitolate qui. Secondo American Customer Satisfaction Index, redatto dalla business school dell’Università del Michigan, Wikipedia.org ha ottenuto 77 punti su 100, mentre Google 80. Yahoo! 76, YouTube 73, MySpace 63 e Facebook solo 64 punti.

I punti di forza di Wikipedia sono: l’accuratezza delle fonti (in linea con quella della prestigiosa “Encyclopaedia Britannica“ – fonte Nature); e la filosofia Open source; la geografia. Wikimedia è potuta crescere grazie alla cultura libertaria della Silicon Valley: “Qui nel cuore di San Francisco siamo circondati da quella cultura alternativa che ha costruito una versione libertaria, non mercantile, di Internet. A pochi passi da qui c´è Creative Commons, l´artefice di licenze aperte, contenuti liberi, soluzioni che consentono di sfuggire alla coercizione del copyright privato. A fianco abbiamo la Electronic Frontier Foundation che combatte per la libertà d´accesso a Internet. C´è la Mozilla Foundation e altri pionieri del software aperto. A venti minuti di metropolitana c´è l´università di Berkeley: ci alimentiamo respirando valori di libertà e cooperazione”. Wikipedia insomma trae la linfa vitale sia dalla geografia dei link (la cultura cooperativa della Rete), che dalla geografia reale della Silicon Valley (culla del software libero).

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Un'insolita immagine di Jimmy Wales su Vogue
Autore: ITespresso
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