Wikipedia bloccata dalla Grande Muraglia cinese

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La censura su Internet colpisce anche i saperi open source

È passata molta acqua sotto i ponti dall’epoca dei viaggi di Marco Polo, ma il paese che ha eretto la Grande Muraglia rimane tuttora diffidente verso ciò che arriva dall’esterno. Nel grande firewall dell’Internet a occhi a mandorla è finita anche Wikipedia, l’enciclopedia online redatta in modalità open source da volontari di tutto il mondo.Bloccata una prima volta nel 2004, Wikipedia aveva trovato una via per sfuggire alla censura. Ma è incappata in una seconda chiusura quattro mesi fa. Non si tratta della consueta censura cinese contro i siti dissidenti che parlano dei fatti di Piazza Tiananmen del 1989, del movimento spirituale Falun Gong o di Taiwan: Wikipedia è un progetto mondiale, open source, di saperi costruiti dentro un’enciclopedia online, redatta in più lingue. Il governo, guidato dal potente Partito comunista cinese, non solo ha di nuovo bloccato l’accesso a Wikipedia.org, ma non ha neanche motivato il blocco. L’ambivalenza della Cina su Internet mostra il doppio volto dell’ex Celeste impero: da una parte, non vuole rimanere tagliato fuori dalla rivoluzione del Web e di Internet, dall’altro ha il timore di venire travolto dalla libertà di espressione online. Internet viene vista come una risorsa per uscire dal gap tecnologico che la divideva solo 11 anni fa dall’Occidente, ma al tempo stesso teme che la tolleranza verso progetti come Wikipedia possa alimentare la dissidenza contro il potere e le istituzioni centrali. Il controllo dell’informazione non si sposa con la condivisione dell’informazione: il cyberspazio cinese con 111 milioni di utenti (e una crescita di 20mila nuovi utenti ogni giorno) viene quindi guidato dall’alto, censurato e tenuto sotto stretto monitoraggio. E ai cinesi è permesso leggere bulletin boards e frequentare chat room, inviare instant messaging e partecipare a blog, photo-sharing e social networking: ma l’interazione digitale deve intaccare quanto meno possibile le tradizioni. In realtà l’impatto di Internet è fortissimo, e per questo viene sottoposto a severi vincoli. E Wikipedia ( www.wikipedia.org ) è una tra le tante vittime del controllo cinese in Rete.

Autore: ITespresso
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