Wikipedia torna in Cina

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Dopo un anno di oscuramento, torna visibile l’enciclopedia online

La censura è stato uno dei temi caldi al recente convegno Igf di Atene. Uno dei paesi più criticati, a causa della severa censura governativa applicata, è da anni la Cina,più volte accusata da Amnesty International e Reporters Senza Frontiere: anche Microsoft recentemente ha affermato che se la Cina non volta pagina, sarà costretta a fare le valigie e andarsene (nonostante gli investimenti miliardari nell’ex Celeste Impero). Non sappiamo ancora se uno spiraglio stia aprendosi nella Grande Muraglia della censura cinese, ma un primo segnale arriva da Pechino:Wikipedia, la popolare enciclopedia online oscurata da oltre un anno, torna ad essere accessibile agli utenti cinesi. L’home page della versione cinese di Wikipedia ( zh.wikipedia.org ), pur appesantita dai consueti divieti, ritorna ad essere attiva. Anche se ancora non risulta possibile ricercare i temi vietati in Cina (da Piazza Tienanmen alla data della rivolta degli studenti democratici eccetera), un piccolo passo avanti sembra esserci. Wikipedia riappare online anche in Cina. Rimangono tuttavia in piedi le immense problematiche e perplessità sollevate dagli attivisti internazionali contro la censura applicata anche dalle multinazionali (Microsoft, Yahoo, Google e Cisco), piegate alla censura dagli occhi a mandorla pur di partecipare al mercato online più florido e in espansione.

Autore: ITespresso
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