Wikipedia, YouTube e Facebook bloccati in Pakistan

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Il Pakistan chiude la porta a YouTube, Wikipedia, Flickr e Facebook: in tutto bloccati 450 spazi online

La diffusione di materiale blasfemo è costata carissima prima a Facebook, e poi all’enciclopedia libera Wikipedia e al sito di video condivisione YouTube.

Anche Flickr e circa 450 spazi online sono stati bloccati a data indefinita. Nel 2005 le vignette satiriche provocarono scontri con 50 morti.

Una competizione blasfema (un concorso di caricature) è dunque all’origine della censura a Facebook. “Il tribunale ha ordinato al governo di bloccare immediatamente Facebook fino al 31 maggio a causa della competizione blasfema”, ha spiegato a Reuters Azhar Siddique, rappresentante del Foro degli Avvocati Islamici.

Recentemente Google ha reso noto che la censura online non si limita a Cina, Birmania, Iran e Cuba. Ma è un “affare” che coinvolge ben 25 paesi nel mondo. Inoltre la scure della censura non viene calata soltanto sulla ricerca online (per bloccare ricerche di informazioni e news sui motori di ricerche), ma colpisce anche: Google Docs, la piattaforma della blogosfera Blogger e il sito di video condivisione YouTube. Questi servizi dell’ecosistema Google vengono censurati e bloccati in un quarto dei 100 paesi in cui Google opera. L’Italia è al decimo posto in questa poco invidiabile classifica dei paesi censori.

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