Wiko WIM, per stare più in alto, bisogna dare di più

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IN PROVA – Wiko WIM è lo smartphone top di gamma del vendor francese. Lo abbiamo messo alla prova. Pro e contro di una proposta ambiziosa

E’ stato annunciato agli inizi di luglio e ora Wiko WIM è disponibile. Noi   abbiamo concluso le nostre prove su WIM che rappresenta lo smartphone con Android 7.1.1 top di gamma, in casa Wiko, e un buon prodotto di fascia media, in senso assoluto.

WIM si presenta prima di tutto con una scocca in metallo, i bordi livemente tondeggianti, fronte e dorso rivestiti di vetro. Come si sa il primo feedback è spesso il più importante. Buono nel complesso.

Notiamo subito una buona ergonomia nella presa, anche se è facile accorgersi che restano già le prime impronte digitali segnate sia sul dorso, sia sul display protetto da vetro resistente che il vendor dichiara come Corning Gorilla 3, intanto nella scatola troviamo lo smartphone, cuffie, caricatore e cavo per il collegamento al caricatore ma anche eventualmente direttamente al PC. Ed entriamo nei dettagli della prova.

Wiko WIM, il dorso
Wiko WIM, il dorso

Wiko WIM, la descrizione

Le dimensioni  di 15,6×7,5×0,7 cm (per 160 grammi di peso)  circa incorniciano definitivamente il display da 5,5″. Questo smartphone è lievemente più stretto e sottile di un iPhone 7 plus, si tiene bene in mano, e scorrendo il dito sul dorso si noterà che la doppia fotocamera è quasi allineata alla scocca. Design gradevole, non elegantissimo. E d’altra parte un design davvero innovativo sembra sempre più difficile da riscontrare in questo comparto maturo.

Wiko WIM come da noi provato nella versione Deep Bleen
Wiko WIM come da noi provato nella versione Deep Bleen

Alcune soluzioni però sono decisamente di pregio.  Per esempio sappiamo che lo smartphone è Dual-Sim, e ospita le Sim – entrambe nanoSIM – in un cassetto separato da quello della memoria di espansione e per questo lo smartphone non costringerà a rinunciare a nulla. Molto bene.
Invece a prima vista perde subito punti perché il vendor ha scelto di dotarlo di un connettore microUSB (OTG comunque supportato), invece che dell’interfaccia USB Type-C.

Sarebbe stata una mossa in grado di giustificare un po’ meglio il prezzo finale. Sul profilo destro si trova il tasto principale per scattare foto e attivare il device, su quello sinistro il controllo volume.

Al centro, in basso, il tasto  – da cui si registra e poi si legge l’impronta digitale per le procedure di autenticazione – è della forma tipica ovale che tanti hanno già conosciuto sugli smartphone Samsung. Il design nel complesso merita la promozione, ma utilizzate lo smartphone con la solita accortezza, perché non sono previste protezioni certificate per quanto riguarda acqua e polvere.

Wiko WIM, i contenuti tecnologici e l’esperienza

Abbiamo solo accennato ad alcune caratteristiche importanti. Analizziamo le specifiche una per una. Ripartiamo proprio dal display. Si tratta di un pannello da 5,5″, Amoled, con taglio sul bordo 2.5D, risoluzione Full HD (1920×1080) e densità di pixel 401 ppi.

Decisamente buono il feed back al tatto, un pochino meno la fluidità percepibile anche nelle prime operazioni di configurazione, e nello scrolling, non nella risposta tattile prontissima.

Wiko WIM Profilo sottile, bordi smussati, display 2.5D
Wiko WIM Profilo sottile, bordi smussati, display 2.5D

Non si rimarrà stupiti dalla luminosità massima, che anche al chiuso di un ufficio non riesce a sorprendere, o meglio, pensiamo che quella minima e quella massima siano troppo “vicine” tra loro, serve a poco non potere regolare adeguatamente anche in manuale un parametro così importante.

Il motore dello smartphone è Qualcomm Snapdragon 626, Octa-core a 2,2 GHz, Cortex-A53, comparto grafico Adreno 506, lo smartphone sfrutta 64 Gbyte di ROM e 4 Gbyte di RAM. Per l’utente finale significa ricorrere necessariamente a un’espansione con schedine microSD. La connettività è FDD-LTE Cat6 permetterà l’utilizzo del 4G ovunque.

E il chipset non certo di prima fascia permetterà di collegarsi a reti WiFi 802.11 anche a doppia banda (2,4 e 5 GHz) con il supporto WiFi ac. Bluetooth è supportato nella versione 4.2. Ovviamente è presente il sensore GPS, e ancora è presente anche il ricevitore Radio FM Stereo utilizzabile con le cuffie. 

Abbiamo già segnalato nel nostro contributo di presentazione che sarebbe stato il comparto fotografico, nelle intenzioni del vendor, il comparto strategico della proposta. Questo smartphone si presenta con una doppia fotocamera posteriore con doppio sensore da 13 MP ciascuno Sony IMX258. Un sensore legge il colore RGB, l’altro Bianco e Nero, con apertura f 2.0.

La fotocamera anteriore invece sfrutta un unico sensore da 16 MP. E’ possibile riprendere video 4K a 30 fps, in questo caso si percepisce immediatamente il buon lavoro dello stabilizzatore Vidhance, è davvero uno dei punti di forza della proposta.

Nei primi scatti di prova però non rimaniamo impressionati dal risultato finale in ambito fotografico, nel senso che riteniamo quel risultato equivalente anche con smartphone più economici.

E’ vero per esempio che la doppia fotocamera permette di arrivare a ottenere scene più luminose quando la luce ambiente reale è inferiore, ma il risultato sul rumore di fondo resta da smartphone di fascia media, non stupisce, quando le condizioni si fanno critiche.

E non si comprende bene nemmeno perché sia lasciata all’utente la scelta di utilizzare o meno entrambi i sensori. Se si scatterà con la doppia fotocamera la memorizzazione dei fotogrammi sarà decisamente poco immediata e lenta (almeno un paio di secondi).   

Lo smartphone sfrutta la tecnologia Clear Sight di Qualcomm, per unire i fotogrammi dei due sensori. Bene. Non sono le tecnologie a lavorare male, ma come spesso accade, e ancora di più con gli smartphone, saranno le condizioni di luce ottimale, anche in questo caso a offrire qualcosa in più realmente percepibile, le dimensioni dei sensori e le lenti restano per tutti limiti che potremmo davvero considerare “fisici”.

Non sempre alla fine è percepibile se la foto migliore si scatta con la doppia fotocamera o utilizzandone una sola e invece ci si dovrebbe ritrovare di fronte a differenze notevoli. 

La messa a fuoco è promossa, e nel complesso anche abbastanza precisa.  E il comparto fotografico proprio nella parte software torna a piacerci in modo particolare, permette di lavorare con agilità sugli scatti, anche se resta la regola numero uno per cui una foto già molto buona può acquistare ancora qualcosa, e non sempre.

Software: su WIM, Wiko non ha usato la mano pesante delle personalizzazioni, ma alcune sono interessanti e in parte dovute, per rappresentare in qualche modo con questo modello un vero flagship anche nell’usabilità complessiva.

Le individuiamo nella possibilità di utilizzare lo smartphone con una mano sola, nei menu contestuali sulle app tenendo premuta l’icona, nel sistema Smart screenshot (attivabile dal menu Impostazioni/Accessibilità per catturare la schermata scorrendo tre dita sulla schermata che interessa) e, anche su un modello non top in senso assoluto, approdano Smart Gesture (collegamenti rapidi per attivare azioni, per esempio disegnando una O si apre la fotocamera) e Smart Actions (per esempio capovolgere lo smartphone per attivare la modalità silenziosa).

Riguardo i menu contestuali delle app, ecco, si potrebbe migliorare ulteriormente la funzionalità intelligente e da estendere, magari consentendo in questo caso di continuare a utilizzarla con lo stesso dito con cui si è selezionata l’icona. 

In ultimo un accenno all’autonomia della batteria. Giornata piena, senza tante condizioni di utilizzo, poi ricarica sicura con Qualcomm Quick Charge 3.0, veloce. Il dato di targa di 3200 mAh della batteria ai polimeri di litio avrebbe potuto stupire ma non lo ha fatto.

Il nostro giudizio complessivo è nel complesso buono. Non ottimo. Il rapporto qualità prezzo di Wiko WIM perde nel confronto con qualche modello top anche solo dello scorso anno, ma ora disponibili praticamente allo stesso prezzo. Sarebbe un’ottima scelta poterlo trovare ad almeno 80 euro in meno rispetto al prezzo di listino. 

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