WiMax, a che punto siamo

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La gara per la banda larga senza fili sarebbe alle porte, anche se
serpeggiano alcuni dubbi tra i gestori. Spunta l’ipotesi di una cordata aperta

Ai primi di agosto, prima di andare in vacanza, il ministro delle Comunicazioni Paolo Gentiloni ha ribadito che la gara per il WiMax sarebbe davvero alle porte. Ma, se l’asta sembra ai nastri di partenza, il Corriere della Sera ha sottolineato alcuni dubbi tra i gestori. La prima perplessità riguarda il fatto che il WiMax, la tecnologia che abbatterà il Digital divide italiano, non possa servire per la telefonia mobile. Il secondo dubbio riguarda invece il ritorno economico: una licenza potrebbe costare 60-80 milioni di euro, pregiudicando l’investimento. Secondo il Corriere, per evitare un flop all’asta (rischio che in realtà sembra scongiurato), potrebbe quindi farsi strada l’ipotesi di una cordata aperta per una rete comune: acquistare le frequenze a più partecipanti permetterebbe di abbattere i costi di costruzione dell’infrastruttura, da utilizzare da tutta la cordata. L’opzione non è ancora prevista, ma potrebbe essere il jolly per dare il via all’attesa asta per la banda larga anti digital divide.

Autore: ITespresso
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