WiMax e banda larga: a che punto siamo

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Ngi e Between fotografano il Digital divide italiano nell’accesso all’Adsl. Intanto la banda larga senza fili riparte da 1200 stazioni per farsi largo nel mercato broad band

Ngi e Between fotografano il Digital divide italiano: l’Italia è ancora divisa in due e non sembra schiodarsi dai suoi problemi. Ecco i dati.

Nei giorni scorsi, nella cornice di Smau, il service provider Ngi ha detto che l’11% della polazione italiana non ha accesso all’Adsl: il 3% inoltre ha una connessione a soli 640k. Ngi ha chiesto alle istituzioni di porre ascolto all’annoso problema del Digital Divide italiano.

Ora anche Between rincara la dose: in un rapporto pubblicato dall’AgCom, si legge che in Italia abbiamo 10,1 milioni di accessi in banda larga

su 20 milioni di utenti a fine 2007 (la metà circa), con la previsione di raggiungere la quota di 14 milioni entro il 2010; l’Italia si piazza al tredicesimo posto in Europa, lontano da Danimarca, Finlandia e Olanda, ai primi posti del mercato broad band. Il rapporto inoltre denuncia che in Italia gli investimenti vengono effettuati solo se convengono e rendono, quindi, principalmente, nelle aree metropolitane.

Per abbattere il Digital Divide, servirebbero più coraggio e investimento da parte delle Tlc. Intanto ci affidiamo alla partenza del WiMax

italiano, la banda larga senza fili anche fuori dalle aree urbane: il WiMax riparte da 1200 stazioni, che verranno installate da Aria entro giugno 2009 su tutto il territorio nazionale (per 4500 stazioni in 5 anni).

Autore: ITespresso
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