WiMax e Lte, in Italia il 4G riparte

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AgCom potrebbe prorogare i termini di 24 mesi per le due aziende che più hanno investito nel WiMax. Per Lte le emittenti Tv sono sul piede di guerra, ma AgCom promette di risolvere lo stallo

Il WiMax potrebbe ripartire. Aria e Retelit sono i due player che si erano aggiudicati le licenze per le frequenze della banda larga mobile nella famosa Asta WiMax e non hanno ottemperato agli obblighi di copertura minima. In Emilia il flop è stato evidente con soltanto 6 antenne sulle 500 previste. Ma AgCom offrirà loro un’altra possibilità. Linkem, che ha affittato il ramo di tecnologia wireless della Retelit, rimpiazza Aria nell’accordo strategico con Telecom Italia. E Agcom sarebbe disposta a prorogare di due anni di proroga per centrare il traguardo fissato all’epoca della gara: coprire almeno i Comuni decisi tra quelli in Digital divide. Mentre il WiMax sente la concorrenza Lte (Long Term Evolution) per lo standard 4G, gli operatori italiani ritengono che in Italia il WiMax si era arenato a causa della crisi: “Il nostro era un piano pre-crisi, che abbiamo dovuto correggere” spiega Giacomo Robustelli di Aria.

Su Retelit, l’azienda che si era aggiudicata la licenza per le regioni centro settentrionali sborsando 23 milioni di euro, pesa la guerra in Libia: Retelit era posseduta per il 15% dalla libica Lybian Post Telecommunication di uno dei figli di Gheddafi. Riporta Alessandro Longo che Retelit ha deciso di affittare a Linkem (ex Megabeam) il suo ramo Wimax. Limkem, che per le licenze aveva speso 34 milioni di euro e conta 500 antenne e circa 30mila abbonati, ottiene un contratto di 12 anni con un canone di 5,5 milioni di euro nei primi tre anni e, in quelli successivi, di 2,3 milioni di euro all’anno.

Quella che aveva più investito nel WiMax è invece Aria, l’operatore che aveva speso 48 milioni di euro: ora ha come amministratore delegato Riccardo Ruggiero, ex-AD di Telecom Italia, indagato nel caso delle SIM false. AgCom vuole una proroga di 24 mesi per le due aziende.

Quando venne proposto, il WiMax sembrava la panacea a tutti i problemi di Digital divide rilevati nelle zone non ancora raggiunte dalla banda larga, ma poi gli operatori mobili hanno preferito sposare Lte.

Per LTE si aspetta l’asta delle frequenze messa a punto dall’Authority, anche se le emittenti televisive sono sul piede di guerra. Le Tv locali si oppongono all’assegnazione della banda dai 790 agli 862 MHz. Ma anche qui AgCom promette di sbrogliare la matassa. E Linkem non vede contrapposizione fra WiMax e Lte: “La nostra infrastruttura di rete può essere sviluppata in tecnologia LTE a costi ridottissimi e la nostra licenza ci consente di evolvere senza problemi verso l’LTE quando sarà il momento“. Mentre gli Usa avanzano sul 4G (e sono già pronti gli smartphone e in cantiere i tablet 4G, come Blackberry Playbook), forse qualcosa si muove in Italia per evitare lo stallo degli ultimi mesi. In fondo l’asta Lte dovrebbe fruttare 2,4 miliardi di euro, una cifra non trascurabile. E secondo In-Stat il mercato Lte raggiungerà i 115 milioni di abbonati entro il 2014.

Wi-Max e Lte: il 4G arriverà anche in Italia
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Autore: ITespresso
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