Wind e 3 Italia la joint venture è realtà, un piccolo ‘giallo’ poi la conferma

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Prima le notizie sul sito, poi finalmente le dichiarazioni ufficiali. Al via la joint venture che sancisce la fusione tra Wind e 3 Italia. Alla guida della nuova realtà Maximo Ibarra, ora AD di Wind

Ancora a maggio di quest’anno si parlava degli ultimi passaggi nella ‘fusione’ tra Wind e Tre Italia, con l’ipotesi di Maximo Ibarra, AD di Wind alla guida della nuova realtà, poi pochi giorni fa i rumors da Bloomberg, oggi arriva la conferma da parte di Jean Yves Charlie AD di Vimpelcom – il colosso russo che controlla Wind – che la joint venture è realtà. Il nome della holding company sarà Hutchison 3G Italy Investments e sarà proprio Ibarra alla guida di questa nuova entità, leader nel quarto maggior mercato europeo delle tlc, con sinergie che dovrebbero consentire un risparmio di oltre 700 milioni di euro, per un valore attuale, al netto dei costi di integrazione di circa 5 miliardi di euro, mentre le entrate di entrambe le aziende nel 2016 erano di 6,4 miliardi.

A Vincenzo Novari, AD di Tre Italia, spetterà invece l’incarico di consulente senior per l’Italia in forza a CK Hutchison, il gruppo di Hong Kong  che controlla Tre e un posto nel cda della JV Holdco al completamento dell’operazione.

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In tutta Europa si assiste a un processo di concentrazione tra gli operatori mobile, quello italiano tra Tre Italia e Wind darà vita a un gruppo che controlla quasi un terzo del mercato, in competizione diretta con Tim e Vodafone, con oltre 31 milioni di clienti mobile cui vanno aggiunti 2,8 milioni di clienti su rete fissa. Guiderà il processo di integrazione Dina Ravera, ora Coo di 3 Italia.

La joint venture paritetica tra Hutchison e Vimpelcom vede la contribuzione cash da parte di Hutchison Whampoa per 200 milioni di Euro, Tre Italia libera da debito, mentre Vimpelcom porta Wind con il suo debito di 10,1 miliardi; per un anno nessuna delle due realtà potrà cedere parte delle proprie quote e scendere sotto il 50 percento.

I riflessi sugli utenti finali? Troppo presto per queste valutazioni. Oggi prima del comunicato ufficiale erano comparse notizie sul sito che citava la joint venture al 50 percento e “un network più esteso con più servizi e di migliore qualità per gli utenti”, poi più nulla, poi finalmente le dichiarazioni di Vimpelcom. Per le valutazioni su questi riflessi ci sarà tempo. Sembra che il 90 percento delle sinergie di questa che è tra le più grandi operazioni di Merge and Acquisition in Italia, si otterrà entro il terzo anno dalla nascita della società, che dovrebbe avere due sedi una a Roma e una a Milano. Il completamento delle operazioni è atteso entro 12 mesi compreso l’ok degli organi di controllo e dell’Antitrust europeo.

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