Wind – Tre Italia, Vodafone – Infostrada. Prove tecniche di fusione

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Vimpelcom avrebbe nominato consulente Morgan Stanley, mentre Hutchison avrebbe scelto Goldman Sachs: trattive in corso fra Tre Italia e Wind. Intanto Vodafone avrebbe messo gli occhi su Infostrada

Ripartono le trattative fra Wind e Tre Italia, negozioni che potrebbero sfociare in una fusione. I tempi del consolidamento delle Telco sembrano maturi anche in Italia, mentre Sprint è prossima a nozze con T-Mobile USA e mentre la spagnola Telefonica è in trattative con la tesdesca Freenet, Unitymedia e cerca di ottenere il semaforo verde europeo per l’olandese E-Plus, unità di Royal Kpn. In Germania è dietro l’angolo l’accordo fra Telefonica Deutschland ed ePlus di KPN. Invece una settimana fa Hutchison ha ricevuto l’ok della Ue per acquisire la divisione irlandese di Telefonica per 780 milioni di euro in contanti, dopo aver comprato la divisione austriaca della francese Orange per 1,3 miliardi di euro.

Finora un ostacolo sulla strada della fusione era costituito dal debito di Wind a quota 9,5 miliardi di euro. Già a dicembre Vimpelcom e Hutchison sarebbero state vicine all’intesa, poi sfumata all’ultimo. Adesso Vimpelcom avrebbe nominato consulente Morgan Stanley, mentre Hutchison avrebbe scelto Goldman Sachs. Il ruolo di Mediobanca nelle trattative rimane invece sfumato. Intanto Vodafone avrebbe messo gli occhi su Infostrada, la cui cessione potrebbe portare in cassa di Vimpelcom tra 1 e 1,5 miliardi di euro. Il piano d’investimenti annunciato da Vittorio Colao, Ceo di Vodafone, è poderoso: circa 31 miliardi di dollari in un triennio.

Wind - Tre Italia, Vodafone - Infostrada. Prove tecniche di fusione
Wind – Tre Italia, Vodafone – Infostrada. Prove tecniche di fusione

Anche l’Antitrust europeo sarebbe pronto a un ritorno a tre operatori per Paese, nell’ambito del prossimo mercato unico delle Telco. La UE vuole riformare il mercato Telco europeo, azzerando il roaming e disboscando la giungla di tariffe, per unificare il mercato Tlc europeo in un “unico mercato delle Telco”, “Telecom single market” per quattrocento milioni di utenti europei. Il commissario uscente Neelie Kroes lamenta 28 mercati nazionali separati che impediscono la realizzazione di un Continente connesso. La “balcanizzazione” invece ostacola la trasparenza, i diritti e la possibilità di avere servizi più efficaci. L’Agenda Digitale genera una crescita del Pil Ue del 5% nei prossimi otto anni, e fino a 3,8 milioni di nuovi posti di lavoro, di cui 1,2 milioni in cantiere, con la costruzione di nuove infrastrutture.

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Autore: ITespresso
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