Windows 10 ha superato Windows 7, forse…

Sistemi OperativiWorkspace
Microsoft aumenta i profitti con il cloud

Dopo oltre due anni dal lancio secondo alcune fonti statistiche la quota di installato di Windows 10 avrebbe superato quella di Windows 7, non secondo altre però. Intanto è in arrivo Windows 10 S Mode, a quando “Windows As A Service”?

Windows 10 è in circolazione oramai da due anni, ma è solo da pochissimi giorni che finalmente secondo qualche classifica – non tutte concordano – l’ultima versione del sistema operativo Microsoft è riuscita a superare Windows 7, per numero di pc su cui è installata.

L’accelerazione all’upgrade a Windows 10 non è riuscita a Redmond nemmeno allargando le maglie con la disponibilità gratuita ben prolungata (in un primo momento fino al 20 luglio 2016, poi è diventato il 16 gennaio 2018, ma in sostanza ancora oggi è possibile farlo), per chi tra gli utilizzatori di Windows 7 non si era lasciato convincere. Ora da un lato StatCounter comunica che sì, Windows 10 ha superato la soglia del 42 percento sui computer, ma i dati di Netmarketshare invece danno ancora Windows 7 in testa, attribuendo in pratica la stessa percentuale al sistema operativo più vecchio con Windows 10 intorno al 35 percento.

E noi siamo tra coloro che, su un dispositivo non touch fino a che sarà possibile farlo consiglieremo di evitare l’upgrade. Dove sta la verità? In questo caso poco importa, perché seguendo sia le prime statistiche, sia le seconde, il dato certo è che Windows 10 sui pc aziendali, con un ricambio decisamente più lento rispetto ai dispositivi consumer, non ha sortito alcun effetto “Wow!” tale da giustificare l’aggiornamento.

Non solo, gli stessi OEM, anche molti mesi dopo l’arrivo di Windows 10 hanno consentito (per fortuna, e comunque con il permesso di Microsoft) di scegliere pc con installato Windows 7 già in fabbrica. Non solo quindi in tanti hanno evitato l’upgrade, ma in tanti anche sui pc nuovi hanno deciso che per compatibilità, ecosistema aziendale, e altro ancora, sarebbe stato molto meglio introdurre le nuove macchine comunque con Windows 7. 

Invece ci consola davvero il fatto che Windows 8 (nelle diverse versioni) navighi intorno al 6 percento e Windows Xp al 4 percento. In verità, soprattutto per Xp, ci sarebbero da fare anche altri ragionamenti. Per esempio sappiamo che è installato su non poche apparecchiature medicali, collegate in rete, ma non necessariamente al Web che sfuggono ai rilevamenti, per non parlare, a questo proposito delle versioni decisamente “antiquate” di Windows CE che ancora stanno alla base di non pochi servizi.

Per Microsoft le notizie migliori arrivano nella comparazione con i competitor, infatti, sui device di computing da ufficio sostanzialmente ancora oggi non c’è gara. La sfida più convincente, portata da Apple, non è minimamente in grado di insidiare Microsoft, nonostante qualche evidente passo falso. 

Windows 10 S mode

Le ultime novità su Windows 10 invece riguardano “S Mode”. Windows 10 S è la versione proposta da Microsoft come soluzione più economica che però consente l’installazione delle applicazioni solo da Windows Store, una versione comunque “sbloccabile”.

Windows 10 S Mode – Permette l’installazione di app solo da Windows Store. Una versione “essential” di Windows potrebbe però anche essere la via per approdare all’idea di Windows As A Service, con le funzioni essenziali disponibili a un prezzo inferiore e la possibilità poi per l’utente di sbloccare la versione desiderata

L’idea ora è quella di proporre Windows 10 S Mode “compreso” in tutte le versioni di Windows 10 Home, Enterprise e Pro, in modo da spingere più utenti ad utilizzare Windows partendo dalle app dello store e solo in caso di effettivo bisogno, sbloccare poi la versione scelta, a seconda della versione scelta in cambio del pagamento di un sovrapprezzo.

Potrebbe questa essere anche una modalità intelligente per approdare al modello di Windows As A Service. Una versione base potrebbe essere disponibile su tutti  i computer al momento dell’acquisto, con la possibilità di risparmiare qualcosa rispetto al prezzo del sistema operativo OEM, poi ogni utente potrebbe decidere lo “sblocco” in funzione delle proprie esigenze. Una buona soluzione anche per la sicurezza. 

Clicca per leggere la biografia dell'autore  Clicca per nascondere la biografia dell'autore