Wolfram Alpha debutta ufficialmente. Lo abbiamo testato con una query particolare: ” Google “. Come risultati ci ha fornito i valori di borsa, capitalizzazione, il numero di impiegati del più popolare motore di ricerca. Anche diagrammi e, proprio all’ultima riga, l’Url.
A prima vista appare come un incrocio tra analytics e una ricerca online generica. Il primo approccio è deludente e mostra una certa immaturità (testato con Accessibility , ci ha fornito risposte formalmente corrette, ma poi non ci ha permesso di approfondire con link utili). L’esperimento è interessante e originale (l’approccio computazionale è senza dubbio non banale), ma dal punto di vista consumer, è decisamente lacunoso: da un motore di ricerca, l’utente cerca soprattutto link e url efficaci, e non una voce enciclopedica.
Wolfram/Alpha, che sfrutta un nuovo paradigma per Pc e Web, verso il motore di ricerca di conoscenza computazionale, utilizza algoritmi che comprendono tra i 5 e i 6 milioni di codice matematico.
Stephen Wolfram, un controverso scienziato con un pedeegree matematico (è l’autore del software Mathematica ) e nel linguaggio naturale (una delle promesse mancate dei search engine), ha lanciato il guanto a Google. Ars Technica ha espresso scetticismo sull’esperimento di Wolfram.
Nel suo blog , Wolfram ha spiegato che un nuovo algoritmo e un nuovo approccio caratterizzeranno l’Alpha del nuovo motore di ricerca. Da oggi il test è servito.
Per ora sembra che abbia interesse accademico, mentre per il futuro potrebbe trovare una sponda enterprise. Wolfram/Alphaavrà una varietà di livelli di API e mash up.
Leggi anche: Google arricchisce il motore di ricerca
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