Wsis, l’Onu scommette su Internet

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Aprirà oggi a Tunisi il summit promosso dall’Onu. Si discuterà del futuro delle nuove tecnologie, chi governerà la Rete e il ruolo dell’Icann

In una Tunisi blindata, debutterà domani il World Summit on the Information Society ( www.itu.int/wsis/tunis/index.html ) promosso dall’Onu. Convergeranno in Tunisia i rappresentanti di 175 stati e di organizzazioni internazionali, 14 mila delegati e oltre 50 capi di Stat o, per discutere il ruolo delle nuove tecnologie, le promesse della Rete nelle economie in via di sviluppo e il dominio degli snodi delle tecnologie di informazione e comunicazione. All’ordine del giorno del Summit sarà il

ruolo

dell’Icann (Internet Corporation for Assigned Names and Numbers): un ruolo nella gestione dell’assegnazione dei domini, contestato da Cina, Brasile, Russia, Cuba, Iran, Siria e altri paesi arabi, ma fortemente difeso dagli Stati Uniti. La grande Rete, secondo gli Usa, non deve finire sotto il controllo di stati nazionali, ma deve rimanere super partes, se possibile, e sovranazionale: le interferenze degli Usa sono minime (solo la cancellazione del suffisso .xxx, già deciso dall’Icann, è da attribuire direttamente a una scelta dei conservatori statunitensi). La censura, invece, all’ordine del giorno in Cina e paesi arabi (a iniziare dalla Tunisia, paese ospite del summit), mina il concetto di Internet libera e di libertà di informazione in molte aree del mondo: solo in Tunisia sono purtroppo diffusi i casi di blog oscurati e blogger carcerati a causa di reati d’opinione. In questo quadro conflittuale, Internet vuole rimanere libera: l’Unione Europea si è proposta come mediatrice e ha proposto una “supervisione delle autorità sulle funzioni di Internet limitata alla lista dei compiti essenziali. La posizione europea sembra che abbia riscosso successo presso i paesi arabi. La posizione italiana è stata efficacemente riassunta dal ministro Stanca: “contenere le aspirazioni di quei governi che vogliono trarre la possibilità di condizionare il libero sviluppo di Internet”. Un accordo quindi va raggiunto: nel settembre 2006 scadrà infatti il contratto dell’Icann con il dipartimento Usa al commerci o, e Washington dovrà decidere se mantenere in California le chiavi del World Wide Web oppure lanciare una gara di appalto internazionale e aperta a tutti. Una rottura va scongiurata per non perdere il concetto di “Internet globale” e di Net economy, evitando di arrivare a una frantumazione di standard fra stati come avviene nella telefonia mobile. Il WWW vuole essere libero, globale, accessibile ovunque.

Autore: ITespresso
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