X come peering tra provider

Management

Le attività del MIX, il più grande Internet Exchange italiano

Come carrier o come provider locali, con apparati tramissivi o solo con collegamenti a fibra ottica, tutto il fior fiore dell’Internet italiano si incontra all’interno della sala dati del Milan Internet Exchange, in sigla MIX, di via Caldera nel capoluogo lombardo. Il MIX è uno dei 36 IXP che sono affiliati ad Euro- IX, la European Internet Exchange Association. Ma dal MIX, e dalle sue vicende, è passata un po’ tutta la storia dei collegamenti Internet italiani fin da prima del gonfiarsi e dello scoppio della bolla di Internet. Network News ha potuto rivederne la storia e le più recenti attività incontrando Joy Marino, presidente del principale punto di interscambio italiano di Internet che offre servizi di peering (interconnessione) a circa 60 provider italiani e stranieri che operano sul mercato italiano. Partito come un consorzio di fatto di iniziativa spontanea, il MIX diede a tutti i consorziati la possibilità di indirizzare il traffico proveniente dall’Italia per l’Italia senza obbligarli a passare per gli altri punti di interconnessione europei come Amsterdam o Londra. Ora il MIX si presenta come il più grande Internet Exchange italiano e uno dei primi in Europa. La misura del traffico attuale che passa per l’infrastruttura del MIX si aggira attorno ai 12 Gbit al secondo. “Per dare un termine di riferimento ? spiega Marino ? l’Amsterdam Internet Exchange ha un centinaio di clienti e un traffico di 50 Giga e si contende ancora con Londra il primo posto in Europa. Le tariffe internazionali della banda sono crollate: le differenze sono piccole. I vantaggi ai nostri clienti vengono dalla qualità del servizio”. Il Data Center del MIX offre un ambiente garantito dal punto di vista della sicurezza, della ridondanza e della continuità del sistema di alimentazione. Gli switch della rete di peering sono dei BigIron di Foundry Networks, da sempre fornitore dell’Internet Exchange di Milano. Gli switch garantiscono una velocità di commutazione di 700 Gps. I provider che utilizzano questa infrastruttura trovano capacità di interconnessione che arrivano a 10 Gbps con connessioni si in rame che in fibra ottica. Come spiegano al MIX, al suo interno si realizza un Neutral Access Point in cui i vari ISP, che raccolgono sulla loro dorsale il traffico dei loro Point of Presence (PoP) o di altri ISP, trovano un punto di interconnessione multipla con altri ISP che scambiano tra loro i dati dei propri clienti non tramite una connessione punto a punto, ma tramite una rete locale che funziona in base a precisi accordi di peering, che possono essere di tipo “privato” o “pubblico”. Alcuni provider sono presenti sui rack del Data Center di via Caldera anche con i loro router, altri portano solo la fibra. Il fatturato dichiarato da Marino si aggira sul milione di euro e, come detto, è generato in funzione della banda utilizzata dal provider. Il bacino di utenza del MIX sono i carrier e gli operatori del nord e del centro, mentre il sud del nostro paese si rivolge più spesso direttamente a Telecom. Per la sua facile raggiungibilità il MIX è stato scelto per ospitare servizi di Name server secondario di Top Level Domain e Root server. La replica dei main Root server garantisce a tutta la rete Internet la resilienza necessaria agli attacchi di DoS. Il MIX è anche coinvolto nell’attuazione del progetto riguardante la nuova rete della Pubblica Amministrazione. Il progetto di Sistema Pubblico di Connettività (SPC) del CNIPA è nella fase di migrazione dal monopolio della RUPA, il provider di servizi di rete IP per la PA centrale, verso un mercato aperto dei servizi per realizzare un sistema multiprovider che consenta a ciascuna PA di scegliere autonomamente il proprio provider in regime di libera concorrenza. Il MIX fornirà un contributo tecnico per assistere gli ISP nella configurazione e nella messa a punto delle interconnessioni e delle configurazioni richieste dai progetti riguardanti la PA. Inoltre realizzerà l’interconnessione tra Milano e Roma, dove avrà una propria terminazione di rete presso il punto di interconnessione alla RUPA, utilizzando circuiti affittati di adeguata velocità e sicurezza.

Autore: ITespresso
Clicca per leggere la biografia dell'autore  Clicca per nascondere la biografia dell'autore