Il Changedi Obama riecheggia nelle parole del Ceo di Yahoo! agli azionisti: per Yahoo! è arrivato il momento di cambiare e darsi una mossa, anche se non Yahoo! non è Google.
In sintesi, ecco cosa ha detto Carol Bartz, il numero uno di Yahoo!, per la prima volta all’annuale shareholder’s meeting. Ricordiamo che l’anno scorso, il Ceo di Yahoo! dovette affrontare la “rivolta” del finanziere Carl Icahn, dopo il fallimento dell’Opa miliardaria di Microsof t.
Rispetto all’accordo con Microsoft sul search business, non c’èancora nulla da dire: ma ieri Steve Ballmer è tornato sull’argomento: il nuovo Bing va bene, sta crescendo, tuttavia Microsoft vuole ancora un’i ntesa con Yahoo! sulla ricerca online.
In merito a Google e Yahoo!, Carol Bartz ga detto che le due aziende sono diverse con modelli differente: google è solo focalizzato sulla ricerca,Yahoo! ha invece una visione complet a.
Sulla vecchia questione dei diritti umani in Cina, Carol Bartz taglia corto: Yahoo! li rispetta, ma deve rispettare le leggi dei paesi nel mondo in cui opera; non è il mandato di Yahoo!, “fix the Chinese government” e cioè mettere un cerotto al governo cinese.
Infine, sulla crisi della stampa: non è il momento per Yahoo! di comprare giornali, la stampa deve ripemnsare il suo business model, Yahoo! si limita all’advertising e al content-sharing.
A Yahoo! rimane comunque molto da fare: modernizzare Mail, ridisegnare e ppersonalizzare l’home page, chiudere i rami secchi o dare in outsourcing altre Yahoo property. Il tutto, aspettando Microsoft.
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